FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Cultura > Festivals > Italiens. Quand les émigrés c’était nous

Italiens. Quand les émigrés c’était nous


Quando gli emigrati eravamo noi. È il titolo di una giornata di riflessione voluta dalla rivista Radici e da Harmonie mutuelle l’11 novembre prossimo alla Maison de la Mutualité. Una giornata con due momenti forti : un convegno e uno spettacolo. Un titolo che fa eco ad un libro del giornalista italiano Gian Antonio Stella, L’Orda. Quando gli albanesi eravamo noi (Rizzoli, 2002), adattato alla scena in Italia da parte della Compagnia d­­­­­­­­­­­­­elle Acque diretta da Gualtiero Bertelli. L’amicizia tra quest’ultimo e Rocco Femia ha reso possibile la creazione di un’adattamento in francese, rivista e aggiornata. Anche questa pièce-concerto viene da un libro, ci spiega Femia, direttore della rivista Radici e fondatore di Gruppo Incanto, la troupe che interpreta lo spettacolo. Il libro ispiratore, dal titolo ­­­ è stato pubblicato dalla casa editrice Editalie nel 2011 in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia proprio per raccontare a fianco della grande Storia del paese, quella di chi l’ha vissuta da fuori e che raramente viene considerata nelle celebrazioni nazionali. Da questa idea editoriale si è fatto strada il progetto di raccontare l’emigrazione italiana in Francia attraverso le parole, i canti e la musica dei protagonisti.
Il principio, il messaggio, è chiaramente enunciato nel sottotitolo : "Un inno alla solidarietà e alla tolleranza". Noi italiani siamo stati trattati spesso come orde di albanesi che "invadevano" il mondo. E figli della memoria corta, oggi costruiamo mura per proteggerci dai rifugiati odierni, dimenticando che anche noi siamo stati immigrati, fuorisciti, rifugiati o anche semplicemente persone in cerca di un futuro migliore.
In scena 25 coristi amatori, tutti portatori delle stesse memorie. I canti sono quelli dell’emigrazione, accuratamente scelti da Rocco Femia e Gualtiero Bertelli, tra i più grandi interpreti del canto tradizionale e popolare. Dietro il coro le immagini d’archivio proiettate su uno schermo gigante vogliono dimostrare la veridicità dei racconti quasi a volerli far rivivere e renderli più toccanti (anche perché in un mondo sempre più saturo di immagini siamo tutti un po’ San Tommaso che non crede finché non vede). Lo spettacolo, in varie città della Francia, con pubblico di origini italiane e non, si rivela da tempo un momento di intensità, di emozioni, di sentimenti. Nell’ultima rappresentazione a Clermont Ferrand il 30 settembre scorso più di 1200 spettatori hanno applaudito gli artisti.
All’occasione della serata dell’11 novembre alla Mutualité di Parigi, alla troupe si affiancheranno due artisti di levatura nazionale che condividono il percorso di Gruppo Incanto. E’ il caso di Jean-Pierre Furlan, cantante lirico di fama internazionale e di Bruno Putzulu, attore di cinema e teatro, César per il miglior attore nel 1999 e membro della prestigiosa Comédie française fino al 2003. Putzulu a dire il vero sono ormai da due anni che assicura la voce recitante.
Di origini venete il primo, sarde il secondo. Ricordi d’infanzia simili e testimonianze familiari diverse riguardo alla trasmissione dell’italianità, ma un solo denominatore comune  : la fierezza di questa doppia appartenenza culturale.
Sarà diverso quando lo spettacolo andrà in Svezia e in vari paesi d’Europa ? E si, perché il coronamento - o, forse, l’inizio di una nuova fase per Gruppo Incanto - è l’attribuzione alla troupe del Label Queen Christine Europe dedicato alle realtà che adottano principi di difesa dei valori di tolleranza e circolazione di idee e cultura. Una tournée da Lampedusa fino a paesi come l’Austria e, appunto, la Svezia per proporre un messaggio positivo di solidarietà e tolleranza.

Non solo musica

Lo spettacolo, certamente, racconta ma aiuta anche a fermarsi, a riflettere e ad analizzare. Radici e Harmonie Mutuelle lo fanno, giustamente, con un convegno, sempre l’11 novembre, dalle 9 alle 18, articolato in due parti, tese a mettere in relazione le migrazioni di ieri con quelle di oggi : la prima, con interventi di Marie-Claude Blanc-Chaléard e Laure Taulière, storiche dell’emigrazione, ma anche di esperti di società e cultura dello spessore di Marc Lazar o Jean Gili. Il convegno si concentrerà dunque non solo sulla storia dell’emigrazione, ma anche su un’Italia che è diventata da molto tempo anche lei paese di accoglienza. Due presenze significative : il Sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini e il sindaco di Domenico Lucano. Gli intermezzi artistici, anche durante il convegno, sono assicurati da Jean-Pierre Furlan e Bruno Putzulu.

Per informazioni :
05 62 17 50 37 - www.radici-press.net
Inscriptions colloque  :
www.colloque-migrants.harmonie-mutuelle.fr
Réservations et vente billets :
www.radici-press.net- www.fnac.com - www.ticketnet.com www.digitick.com www.ticketac.com - www.billetreduc.com www.colloque-migrants.harmonie-mutuelle.fr

samedi 29 octobre 2016, par Patrizia Molteni