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Italissimo II edizione

Dal 29 marzo al 2 aprile ritorna il festival Italissimo che, dopo il notevole successo dell’anno scorso, si presenta cresciuto. Ce ne ha parlato Fabio Gambaro, nuovo direttore dell’Istituto italiano di Cultura che ne è stato uno dei fondatori e che, pur avendone lasciato la direzione editoriale, continua a seguirlo da vicino.

Questa seconda edizione, organizzata ancora una volta dall’associazione « Illico » e diretta da Evelyn Prawidlo e Cristina Piovani diversifica ulteriormente le sue tematiche e moltiplica i luoghi. Alla Maison de la Poésie e all’Università Science Po si associano quest’anno anche la Sorbonne, il liceo italiano Leonardo Da Vinci, e l’Istituto Italiano di Cultura. Italissimo, nato sotto gli auspici dell’Ambasciata Italiana in Francia, - e sostenuto da alcuni sponsor privati tra cui Monte Paschi Banque, Castaldi Partners, Scuola Holden e Gallimard - si pone l’obiettivo di essere una finestra sulla letteratura e sulla cultura italiana a 360 gradi.
Se infatti la letteratura resta il perno centrale, l’idea è sempre quella di spaziare in altri campi - cinema, arti, saggistica, musica - e di evidenziare le connessioni tra i vari linguaggi. Un programma molto articolato che vede una serie di eventi in cui accanto ai grandi nomi (Roberto Saviano, Umberto Eco, Erri De Luca, Elena Ferrante tra gli altri) il pubblico francese avrà la possibilità di scoprire anche le nuove voci della letteratura del Bel Paese.
Proprio l’Istituto di Cultura sarà sede di una serata dedicata ad Umberto Eco, in compagnia di alcuni dei suoi amici e più stretti collaboratori, ma anche di un incontro dedicato alla nuova letteratura italiana, con due giovani scrittrici le cui opere non sono ancora state tradotte in francese : Chiara Mezzalama e Giulia Caminito (artista residente all’ IIC in marzo) insieme a Piero Grossi. L’Istituto ospiterà inoltre una mostra di Emilio Isgrò, organizzata in collaborazione con Tornabuoni Art, a conferma della volontà del festival di essere una vetrina per artisti di grande levatura ma poco noti in Francia.
Varietà, contaminazione e attenzione al nuovo sono dunque le parole d’ordine di una programmazione eclettica. Sarà presente la musica col concerto letterario di Fausto Mesolella, famoso chitarrista del gruppo Avion Travel e Stefano Benni, ma anche il cinema con la proiezione di Robinù film documentario sulla criminalità minorile di Napoli, realizzato dal giornalista televisivo Michele Santoro. Senza dimenticare il mondo dei fumetti con la partecipazione di Zerocalcare, uno degli autori più innovativi e impegnati del settore.
Scelte che riflettono la volontà di offrire un panorama variegato non tralasciando temi impegnati e restituendo la complessità della società italiana moderna fuori dai cliché. Non è casuale la presenza di autori che fanno una riflessione sull’impatto della loro opera sul reale (il primo incontro, è intitolato “L’etica della scrittura”) e che considerano il loro lavoro come un contributo attivo al mondo di oggi. Attraverso la denuncia e l’inchiesta, come ha fatto Saviano con Gomorra o con La paranza dei bambini, ma anche attraverso la narrativa, come Giancarlo De Cataldo, magistrato e scrittore, autore di Romanzo Criminale, opera che sonda i torbidi rapporti tra criminalità e politica. Una letteratura che prova a fare i conti con la realtà, a descriverla e indagarla per farne emergere gli aspetti più oscuri e “scomodi” è quella che ha ispirato anche la tavola rotonda “Un paese tormentato” con Alberto Garlini, Simonetta Greggio e Davide Enia, tre scrittori che si sono cimentati con la storia del secondo dopoguerra ed i suoi “buchi neri”, costituiti da vicende non ancora completamente risolte. C’è la voglia di raccontare anche come cambia l’Italia. In autori come Piperno per esempio, ma anche nella tetralogia de L’Amica geniale di Elena Ferrante, straordinario successo degli ultimi anni che attraverso la storia della lunga e tormentata amicizia tra le due protagoniste, descrive le trasformazioni della società italiana, a partire da uno dei suoi capisaldi, la famiglia, e delle relazioni al suo interno. Peculiarità originale e meritevole, il festival vuole sottolineare anche il ruolo fondamentale della traduzione, soprattutto per quel che riguarda il successo e la diffusione degli autori all’estero. Non a caso l’incontro con Marcello Fois et Jean-Paul Manganaro dedicato alle relazioni tra autori e traduttori nasce dalla collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura di Roma, organismo del Ministero dei beni culturali destinato alla promozione del libro. Un modo di rendere omaggio ai traduttori che troppo spesso, soprattutto in Italia, vengono dimenticati. Gli eventi saranno tutti tradotti in francese e non mancheranno incontri che vedono affiancati autori italiani e francesi : Sandro Veronesi e Yannick Haenel ; De Cataldo e Didier Daeninckx ; Zerocacalcare e Boulet, a testimonianza del fatto che Italissimo vuole essere anche un momento d’incontro tra le due culture. “Il pubblico francese - dice Gambaro - ha ancora spesso dell’Italia un’immagine idealizzata, quella delle città d’arte o de La Dolce vita. Forse in fondo in tutti noi c’è un po’ di nostalgia per un periodo più spensierato (almeno in apparenza) e aperto al futuro, ma gli scrittori italiani di oggi sono intenti a raccontare una realtà diversa, alle prese con gravi problemi di tipo sociale, economico, culturale. Il fatto che l’Italia sia più cupa, più preoccupata, non vuol dire però che sia meno creativa. Se c’è un’ambizione del festival, che è poi quella dell’Istituto Italiano di Cultura, è quella di raccontare un paese più sfaccettato, che certo si dibatte tra mille difficoltà, ma che è anche estremamente vivo. Ed è forse utile per il pubblico francese rendersi conto che c’è anche un’Italia contemporanea, che, seppure piuttosto travagliata, ha comunque tanta creatività da mettere in campo”.


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lundi 13 mars 2017, par Serena Rispoli