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Josephine l’angelo mondano

Aperto l’8 marzo un salone di bellezza per le donne in situazione di disagio. Per permettere loro di presentarsi ad un colloquio di lavoro rifatte da capo a piedi, dal taglio dei capelli ai vestiti di marca prestati dall’Associazione “Josephine pour la beauté des femmes”, magari dopo un massaggio o una seduta di Pilates. L’importanza di sentirsi a proprio agio davanti all’Altro anche in sitazioni terrificanti come l’ennesimo colloquio di lavoro. E’ su questo che lavora la siciliana Lucia Ieraci che abbiamo incontrato.

© Matteo PellegrinuzziSommatinese (provincia di Caltanisetta), Lucia Iraci è arrivata in Francia all’età di 15 anni. Scuola, formazione, tanta volontà e quel pizzico di creatività italiana l’hanno portata, dieci anni fa ad aprire un salone di coiffure nel 6° arrondissement di Parigi, sulla rive gauche e chic della Senna. Un salone coi fiocchi frequentato dalle ricche signore del quartiere.
Ma Lucia non vuole questo, o non solo questo. Fin da piccola ha sempre voluto far qualcosa per le donne anche se non si immaginava che l’avrebbe fatto attraverso la bellezza, racconta. Poco più di quattro anni fa crea un’associazione, Josephine pour la beauté des femmes, dedicata alla sorella che era appena venuta a mancare. Già in precedenza aveva lavorato “in studio”, cioè andando a pettinare le modelle per i servizi fotografici e le sfilate, pubblicando opere parrucchieristiche in Vogue, Glamour, Elle, Marie-Claire. Ha continuato a farlo, valigetta da coiffeuse in mano, il lunedì, suo giorno di riposo, ma stavolta nelle associazioni di e per le donne. Poi l’idea del salone. Affiancata da Maya, che si occupa della ricerca di fondi, ha aperto proprio l’8 marzo, un salone, alla Goutte d’or, nel cuore della Parigi multietnica e popolare.
“E’ importante sentirsi bene, si proietta un’immagine positiva di sé di fronte all’Altro e a situazioni diverse”, spiega. Ma come si fa a sentirsi bene dopo anni di disoccupazione o di precariato, problemi di soldi, magari di sfratto, i figli cui dar da mangiare ? L’associazione Josephine cerca di compensare in parte : con un biglietto simbolico di 3 euro (“giusto per far sentire loro che non stiamo facendo l’elemosina, che non è l’intento dell’associazione”, precisa Lucia), possono aggiustarsi la testa (taglio, piega e anche il colore), fare massaggi nell’istituto di bellezza, prendere in prestito dei vestiti e persino fare degli atelier di alfabetizzazione o di Pilates. Dopodiché si possono presentare ad un colloquio di lavoro con tutt’altro spirito.
Altro elemento benefico, il decoro. “Volevo portare le donne in un luogo che fosse bello, elegante, perche la bellezza è importante”. Zen, riposante, con divanetti morbidi e colori sul verde e il beige, il salone è anche coloratissimo (con un tono di rosa accesissimo, ovviamente), per dare al tempo stesso una sensazione di energia e di allegria, “perché nella vita si deve ridere”, chiosa la Iraci.
Ai muri delle foto e una mostra di Pascale Goutte, quadri anch’essi dai colori etnici. Il salone intende offrire i propri muri ad artisti, donne ma anche uomini, che lavorano su tematiche femminili.
Se Josephine è arrivata al punto di aprire il suo primo salone (ne seguiranno altri in tutta la Francia) è grazie all’impegno di volontari (artisti, designer ma persino l’avvocato e il commercialista) e di ditte private (abbigliamento, cosmetici), che le offrono servizi e prodotti, dai vestiti che prestano alle donne ai prodotti di bellezza usati nel salone e nell’Istituto di bellezza. Quando arriviamo per esempio, in pieni preparativi per l’apertura del giorno dopo, c’è un gruppo di graffitari che deve finire la decorazione dell’esterno. Delle tre impiegate – una parrucchiera, un’estetista e l’assistente sociale – due sono al loro primo lavoro “vero”, dopo anni di precariato.
Tra gli sponsor, l’agenzia di “incontri” online “Meetic” e un fabbricante di “sex toy”, con un particolare cofanetto di candele, lanciato proprio il giorno dell’inaugurazione. “Mi piace esagerare”, dice ridendo Lucia. Ma in fondo usare i soldi fatti sulle donne, facendo leva sul loro desiderio di piacere, per le donne, mi sembra una gran bell’idea.

Reportage foto completo di Matteo Pellegrinuzzi sul numero 11 di Focus In

dimanche 12 juin 2011, par Patrizia Molteni