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L’Europa e il Cinema

Forse non tutti sanno che l’Europa finanzia il cinema europeo. Lo finanzia attraverso due programmi : Euroimages, gestito dal Consiglio d’Europa, e Media, che fa capo all’agenzia europea EACEA.

Entrambi i programmi coniugano gli obiettivi economici a quelli culturali. Da un lato, infatti, rispondono al bisogno di investire in un’industria alla frontiera tra arte e interesse commerciale, difendendo gli interessi europei in un settore fortemente competitivo. Dall’altro, coincidono con la volontà politica di sostenere la cultura europea, sia pure nelle sue molteplici sfaccettature.
Euroimages ha sviluppato quattro linee di finanziamento : l’assistenza alla co-produzione, alla distribuzione, ai cinema e al digitale. La maggior parte di queste risorse vanno alla co-produzione. Dal 1989 molti dei film girati grazie a questo programma sono stati premiati non solo a Venezia o a Cannes, ma anche a Los Angeles. Ma anche il finanziamento dato alla distribuzione o direttamente alle sale cinematografiche è importante, altrimenti saremmo costretti a vedere soltanto i film delle major americane. Una sorta di monocultura che farebbe morire la produzione indipendente.
Il profilo dell’attuale presidente, il tedesco Jobst Plog, classe 1941, Chevalier e poi Officier della Legione d’Onore per il suo ruolo decisivo nel successo di Arte, “Commandeur des Arts set des Lettres” nel 2002, docente di diritto audiovisivo all’università di Rostock, ben rappresenta lo spirito della produzione indipendente nonché l’asse franco-tedesco su cui è nata l’Unione Europea.
Media è il programma gestito dalla Direzione Generale dell’Educazione e della Cultura della Commissione a sostegno dell’industria audiovisiva. Cinque sono le sue linee d’azione : la formazione degli specialisti del settore, lo sviluppo della produzione, la distribuzione, la promozione e l’innovazione attraverso dei progetti pilota.
Nel costante tentativo della commissione di tenere il contatto diretto con i cittadini, sul sito di Media è stata aperta, nel settembre scorso, una consultazione pubblica per raccogliere proposte utili all’elaborazione del nuovo programma, che si inaugurerà nel 2013.
In effetti, le istituzioni europee compiono uno sforzo notevole di comunicazione, che, purtroppo, non riesce quasi mai a raggiungere il grande pubblico. Il mezzo privilegiato, internet, se anche ha il vantaggio di essere poco costoso e libero, rimane ancora circoscritto a fasce ridotte di popolazione.
Puntare sul cinema potrebbe rivelarsi fondamentale, tanto più se gli Europei riuscissero a vedere nei loro paesi altri film europei, invece dei blockbuster americani.
In occasione di una recente audizione al Parlamento europeo di alcuni registi, Wim Wenders, che è anche presidente dell’European Film Academy, ha affermato che l’amministrazione dell’Europa è diventata l’Immagine dell’Europa, e che questa è una delle ragioni dell’euroscetticismo. Il regista tedesco ha suggerito che il cinema potrebbe fornire una soluzione a questo problema : “I film hanno praticamente inventato l’American Dream. I film possono far miracoli anche per l’immagine dell’Europa”.

dimanche 2 janvier 2011, par Anna Consonni