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L’IMU è di destra o di sinistra?

Ovvero come orientarsi tra gli acronimi delle imposte.

Acrònimo s. m.– Nome formato unendo le lettere o sillabe iniziali di più parole (Treccani)

Acrònimo – Sigla studiata per confonderci sulle imposte (Governo)
Nel balletto degli acronimi, sigle e nomi vari affibbiati alle nuove tasse sulla casa continuo a perdermi anche grazie agli slittamenti vari studiati per consentire ai nostri politici di riflettere, benché riflettere mi sembri ormai un parolone da eliminare dal vocabolario dei legiferatori. Vorrei tanto che recepissero il valore del “buonsenso” ma temo sia una missione impossibile. Ciò detto, poiché non possiamo astenerci dal subire le decisioni del governo, andiamo avanti.
L’IMU (Imposta Municipale Unica) verrà applicata soltanto ai proprietari di seconde case, di capannoni, negozi, aziende. Chissà poi perché un imprenditore dovrebbe pagare l’IMU per un capannone in piena crisi economica, magari anche uno di quelli ancora pericolanti in Emilia dopo il terremoto? E i negozi e le aziende che chiudono uno dopo l’altro? Insomma, fossimo in pieno boom economico forse ci starebbe ma ora? Quale carattere di “lusso” rappresentano? Tassare i capannoni e le aziende significa tassare la produttività che resta. Senza produttività i licenziamenti e le chiusure aumentano, come se non fossero già abbastanza.
Per generosità continueranno a pagare l’IMU prima casa i Paperon de Paperoni proprietari di immobili di pregio ma allora perché Brunetta si salva quando ha una villa di 14 stanze con piscina? Cito il Fatto Quotidiano, io non lo sapevo ancora…
Invece le prime case degli italiani all’estero tornano prime case e non sono assimilate alle seconde… Hanno forse capito che la maggior parte di noi va all’estero per lavoro e torna a casa in Italia? Nella loro lungimiranza però si sono anche accorti che non era il caso di far pagare l’IMU prima casa ad anziani e disabili.

C’è Taser e Taser

Restano da capire la service-tax, la Tares (Tassa Rifiuti e Servizi) e la Taser (SERvie TAx). Dicono che la Tares scomparirà ma in realtà è un’affermazione equivoca visto che sarà accorpata alla service-tax ed il tutto diventerà Service Tax-Taser (da non confondere col paralizzatore elettrico Taser – non arrivano ancora a tanto per estorcerci gli ultimi centesimi). La Tares sostituiva la tassa sui rifiuti in modo più esoso e, dopo 8 mesi di vita, durante i quali abbiamo cercato di capirla, ci dicono di dimenticarla e di capire la nuova Service Tax. Allora, io ho capito che si tratterà di una tassa – a partire dal gennaio 2014 – che verrà riscossa dai Comuni e che comprenderà la “gestione dei rifiuti urbani” e la “copertura dei servizi indivisibili” ossia, dopo approfondita ricerca: i servizi forniti alla collettività dai Comuni per i quali non è attivo alcun tributo o tariffa (servizi come l’illuminazione pubblica, la sicurezza, la manutenzione delle strade, la gestione del verde pubblico, lo sgombero della neve ecc.). I rifiuti urbani saranno sempre calcolati sulla superficie abitata, un calcolo che mi ha sempre infastidita perché dovrebbe essere a quantità di spazzatura che una persona riesce a produrre. Perché un anziano solo deve pagare quanto una famiglia di quattro persone solo perché occupa la stessa superficie? Senza contare che con la raccolta differenziata stiamo anche facendo un nobile lavoro ecologico non privo di buona volontà, pazienza, senso civico… qualunque sia l’età. E con le oasi ecologiche (gruppi di pattumiere pubbliche) ci rechiamo anche non più sotto casa ma spesso nell’isolato. Sotto casa hanno le pattumiere dei poveri sventurati colpiti dal piano urbanistico.
Conserviamo il senso dell’ironia perché, per confonderci le idee, la Service Tax-Taser si divide in Tari e Tasi. Dopo lunga concentrazione ho intuito che la prima componente si riferisce a chi produce consumi urbani, ossia spazzatura. La seconda si riferisce agli immobili e sarà in quota parte attribuita a proprietari ed inquilini. I Comuni potranno continuare a fissare le aliquote a propria discrezione.
Ironia a parte che, lo ammetto, utilizzo per coprire la mia incomprensione davanti a tutti questi acronimi sovrapposti, ritengo che si stia massacrando la pazienza degli italiani.
Il Governo, le Regioni, i Comuni devono recuperare soldi, applicando tasse non solo ingiuste ma anche incomprensibili.

Economia politica e non politica economica

Togliere l’IMU sulla prima casa è stata una decisione politica per far piacere a Berlusconi (che l’aveva promessa ai suoi elettori), perché il Governo si lascia ancora ricattare da un pregiudicato ma se proprio dovevano farlo non potevano andare a cercare fondi altrove? Perché alla fine i tassati e tartassati sono sempre gli stessi! E’ una frase banale ma ne assumo la responsabilità.
Fra le varie cose che non capisco più è se l’IMU è di destra o di sinistra. A me sembra un acronimo qualunque nella costellazione delle follie economiche, un’iniziativa qualunque per farci credere che si può colmare il debito dello Stato. E la vera follia è quest’ultima!

martedì 1 ottobre 2013, di Luisa Pace