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L’Italia dei videogiochi

Chi conosce le “consolle” della playstation, per esempio, sa che in quasi tutti i videogiochi si possono creare dei personaggi e cancellarli quando non ci servono più o ci danno fastidio. Si può anche uscire da situazioni pericolose grazie ai “trucchi ed astuzie” (in genere una serie di codici) indicati sui siti internet specializzati. Mi sembra che l’Italia sia ormai diventata un gigante videogioco in cui si possono creare dei supereroi o eliminare persone, gruppi e situazioni indesiderate. Gli immigrati si fanno sparare addosso dagli autoctoni? Espelliamoli. Di Girolamo (l’ex senatore eletto all’estero, in Germania), sarebbe stato pilotato dalla ‘ndragheta e coinvolto in un affare di maxi-riciclaggio? Si parla rimettere in discussione il voto all’estero, tanto gli espatriati avevano votato “male” (cioè più verso il centrosinistra). I giudici impediscono al povero Premier di governare? Non potendo “cancellare” i giudici (anche se la delegittimazione costante nei loro confronti è comunque distruttiva), ci si teletrasporta in un altro scenario, uno in cui esiste la legge del “legittimo impedimento”. Il Partito arriva in ritardo per la consegna delle liste alle elezioni? Nessun problema, il sito “trucchi e astuzie” suggerisce il “decreto interpretativo” (per trovare l’“interpretativo” devono aver usato un sito molto specializzato) e la creazione di qualche testimone che ha visto la persona nei locali con un dossier perfetto in mano. Qualche sparuto giornalista continua a cercare di fare il su lavoro? Si preme sul telecomando della RAI e via che spariscono le trasmissioni incriminate, almeno durante la campagna elettorale.
Il problema è che a forza di cancellare stanno scomparendo (sono scomparse?) la democrazia, la legalità, la Politica, quella con la “p” maiuscola, vi ricordate? quella per cui si dibatteva dei problemi del Paese e di non di scandali e di ritardi.
I giocatori accaniti della playstation sanno perfettamente che è un mondo virtuale. Mi viene il tremendo dubbio che chi governa l’Italia non abbia capito che i cassaintegrati, i licenziati, i giovani e i pensionati che vivono sotto la soglia di povertà e il Paese che va a rotoli sono tutt’altro che virtuali. Sarebbe forse il caso di staccargli la spina della playstation.

venerdì 2 aprile 2010, di Patrizia Molteni