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L’arte della recup’

I rifiuti diventano una risorsa, questa l’idea che anima l’associazione Débrouille Compagnie, nata nel 2002 al fine di promuovere una nuova forma di artigianato elaborato esclusivamente a partire da materiali di recupero.
La redazione di Focus In ha incontrato Annalisa Lollo, una delle artiste che collaborano con l’associazione.

Se questo tipo di artigianato nasce nei paesi in via di sviluppo più da un’esigenza economica che da considerazioni strettamente ecologiche, l’idea di valorizzare i rifiuti per recuperare e trasformare i materiali a disposizione fornisce alla nostra società dei consumi un esempio interessante di come modificare i comportamenti per trasformare gli sprechi in risorse. L’associazione Débrouille Compagnie ruota intorno a un gruppo di artisti e artigiani che creano, a partire da materiali di recupero come vetro, plastica, pneumatici e ferraglia, oggetti di uso quotidiano e di decoro che sono proposti nelle sue boutique o sul suo sito internet. Il ricavato delle vendite è investito nell’acquisto di altri oggetti e nella ricerca di nuovi partenariati in Francia e nel mondo.
La redazione di Focus In ha incontrato Annalisa Lollo, una delle artiste che collaborano con l’associazione. Milanese, 29 anni, Annalisa arriva a Parigi nel 2006 per terminare i suoi studi in antropologia. Trascorre alcuni periodi in Perù per le sue ricerche universitarie e come volontaria al servizio di associazioni di aiuto all’infanzia. Tornata a Parigi, dopo la laurea, decide di dedicarsi alla sua passione per la creazione di gioielli ed entra in contatto con l’associazione Débrouille Compagnie.

Annalisa, com’è nata l’idea di creare oggetti a partire dai rifiuti?
L’idea nasce dalla voglia di ridare vita e bellezza a ciò che normalmente si considera inutile e che finisce direttamente nella spazzatura, è un’idea che è cresciuta con me e che unisce la mia storia familiare agli incontri fatti in America Latina.
Nella campagna in cui è cresciuta mia nonna e sua mamma prima di lei, non si buttava via niente, ho avuto la fortuna di vedere nascere i miei giocattoli dalle mani di mia madre e i miei vestiti da quelle di mia nonna e di sua madre. Da loro ho imparato a fare fili con i collant, che un tempo diventavano i tappeti della casa e che oggi si trasformano in collane e braccialetti colorati.
Sono state poi le bambine conosciute sulle Ande Peruviane a insegnarmi a fare fili a partire da sacchetti di plastica e perle con i fili elettrici trovati per strada.
Mi piace accostare materiali diversi e giocare con loro per creare pezzi unici, perché da ogni oggetto che è stato salvato dall’oblio nasce un tesoro se si sa vedere in lui una possibilità nascosta.

A che cosa ti ispiri per trovare nuove idee?
Le idee nascono dai materiali che ho a disposizione in un determinato momento e dalle possibilità di trasformazione fornite dai materiali stessi. Prima di iniziare a vendere le mie creazioni ho lavorato per anni (e continuo tuttora) proponendo laboratori di attività manuali ai bambini: con loro ho inventato modi per trasformare ogni piccolo oggetto che sarebbe stato gettato. Si tratta di un riflesso di recupero e di riuso che i bambini alimentano trovando possibilità di gioco in ogni cosa, è un riflesso che non ho mai perso e che mi permette oggi di immaginare nuovi oggetti a partire da quello che c’è.
La capacità di immaginare va coltivata, altrimenti rischia di addormentarsi nel circolo vizioso del consumo...per questo ritengo importante continuare a proporre laboratori in cui adulti e bambini ritrovino il piacere della creazione di un oggetto a partire da materiali di recupero.

Come nasce la collaborazione con l’associazione?
Da sei anni lavoro come animatrice in un Centre de Loisirs proponendo laboratori di attività manuali centrate sul riciclaggio e un mio collega mi ha consigliato di entrare in contatto con l’associazione Débrouille Compagnie perché la loro filosofia combacia con la mia. A partire da questo incontro ho proposto i miei gioielli e gli altri oggetti da me prodotti e sono stata calorosamente accolta dall’equipe. Ogni artista crea, a partire a volte dagli stessi materiali, oggetti completamente diversi a seconda delle tecniche di trasformazione che usa, dalle sue origini etc... Entrare nella loro boutique dà l’opportunità di viaggiare attraverso i continenti e anche attraverso la storia degli oggetti stessi!

Per maggiori informazioni sulle creazioni e sugli ateliers proposti da Annalisa o per trovare un’idea regalo per un Natale più sostenibile, rdv sul suo blog alla pagina iomobijoux.blogspot.com o su Facebook alla pagina IOMO o contattatela direttamente all’indirizzo iomobijoux@gmail.com.
Per scoprire gli oggetti e le iniziative dell’associazione, visitate il suo sito all’indirizzo: www.debrouille.com

lunedì 5 dicembre 2011, di Manuela Barberis