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L’insostenibile leggerezza dell’etile

Wine sound system sbarca a Parigi

Gastrofilosofo, DJ, economista (ex dottorando all’INRA di Tolosa con una tesi su”Slow Food et le développement endogène du territoire”, autore di Food Sound System, perfomer in spettacoli che abbinano cibo, musica, teatro e circo, ideatore del “Soul Food” di Roma manifestazione che ruota intorno agli aspetti ambientali, sociali e culturali del cibo, Daniele, in arte “Donpasta”, ha appena pubblicato Wine Sound System.

Wine Sound System di Daniele Danpasta Senza nulla togliere a grandi sommelier ed esperti, spesso quando si parla di vino ci si confronta a un linguaggio tecnico, iperspecializzato, a una messa in scena in cui si è più attori che assaggiatori, come se ci fosse, scrive Donpasta “una liturgia del consumo, come se il vino fosse oggetto di devozione nei giorni di festa ma assente nel resto della nostra vita”. Invece è importantissimo, “è uno strumento di socializzazione” e, spiega l’autore a Luciana Squadrilli del Gambero Rosso, “è anche una forma di resistenza culturale, un prisma per osservare dinamiche culturali come l’influenza sul mercato sulle scelte dei produttori e dei consumatori”.
Daniele e il suo complice, che cofirma il volume con pseudonimo di Candide (pur essendo l’esperto della situazione), hanno ristabilito la reputazione del vino come piacere, da bere ascoltando della musica o parlando a cena tra amici e, soprattutto, hanno ristabilito il contatto con il produttore e la sua terra.
Il libro non vuole essere una guida – “anche perché 30 bottiglie sono poche”, dice. _ Si sono dati delle regole : i vini dovevano venire dalle loro cantine personali o essere regalati da parenti, amici e produttori. Hanno accuratamente evitato i vini più pregiati – Bordeaux, Baroli, Brunelli – che godono già di ottima fama e si sono concentrati su bottiglie che costano dai 10 ai 20e, a volte anche meno di 10e. Non si sono neanche preoccupati di verificarne la disponibilità perché questo non è il loro obiettivo : non è una lista di must ma se guida è, è una guida per imparare a giocare col vino. Ed è quello che Donpasta farà alle due “presentazioni” parigine, il 24 e il 25 giugno prossimo : giocherà con il vino, con la musica, imponendo regole per il gioco ma non per le sensazioni e gli abbinamenti che il vino provoca.
Ma come le hanno scelte appunto, queste 30 bottiglie ? “La scelta si è basata esclusivamente sui colpi di fulmine, l’innamoramento e l’emozione che ci ha dato l’incontro con alcuni produttori e i loro vini” scrive nelle “Piccole istruzioni prima di scendere in cantina”. “In questo viaggio abbiamo incrociato personaggi visionari e indipendenti. I loro occhi brillano davanti alla vigna, nei loro visi c’è tutta la passione e la stanchezza, il piacere e le paure, il sapere che a volte i loro sforzi non siano ripagati dalla distrazione del consumatore. Ma sanno benissimo che non possono fare altrimenti. Abbiamo bevuto vini fatti da donne che sono un misto di coraggio e entusiasmo. Raccontano il loro vino come fosse espressione del loro corpo, energico e mai domo”. Vini biologici non perché hanno la certificazione ma perché i produttori sanno bene che dare veleni alla propria terra è un modo per ucciderla, uno zapparsi sui piedi quindi. Artigiani, insomma, artisti che creano ogni anno un prodotto diverso : “Il vino non sarà mai uguale a quello dell’anno precedente, esattamente come i dischi dei Beatles”.
Ed eccoci alla musica, già meno remota in questo caso (col cibo, per Food Sound System, mi ero già chiesta cosa c’entrasse). Avreste mai detto che solo Jannacci può spiegare la resistenza di Lino Maga con il suo Oltrepò Barbacarlo, “vino contadino, orgoglioso, irriverente”, che il bianco può essere più rock del rosso ? Che il jazz è la musica che più si addice al vino in generale ? Non per niente la prefazione del libro è di Paolo Fresu, grande jazzista sardo.
Se saper abbinare il vino giusto al piatto giusto è una cosa che si impara quasi da piccoli, pensare a cosa si vuol ascoltare quando si beve tal vino o cosa si vuole bere ascoltando un pezzo che ci piace, bé non è da tutti. Ed improvvisamente tutto è più piacevole : il vino, la musica … e il resto.

Il 24 giugno 2009
Il Croccante - 138, rue de Vaugirard - 75015 Paris
Tel. 01 47 83 37 28 (Su consumazione)

Il 25 giugno
Acquolina in bocca - 7 rue du Général Blaise
75011 Paris - Tel. 06 64 45 27 75
Partecipazione di 15e a persona per la degustazione
Sito dell’Acquolina in bocca

samedi 6 juin 2009