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L’ombre de la Guerre alla Maison de la Photo

Restano ancora pochi giorni per vedere la mostra Ombre di guerra (L’ombre de la Guerre) alla Maison Européenne de la Photographie.

Si chiuderà infatti il 25 settembra la mostra curata da Alessandra Mauro e Denis Curti per Contrasto e proposta dalla Fondazione Veronesi in collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie nell’ambito delle iniziative legate alla terza Conferenza internazionale Science for Peace (Milano, 19-20 novembre 2011).
Dopo il grande successo ottenuto a Milano, anche a Parigi numerosi visitatori hanno apprezzato i novanta scatti di grandi reporter.

Umberto Veronesi, che ha visitato la mostra all’apertura ha dichiarato che “Queste fotografie vogliono essere un invito alla riflessione e poi al dibattito su come dire basta alla violenza. Per questo la mostra fa parte delle iniziative promosse da Science for Peace, il progetto che ho voluto creare per promuovere la cultura della non violenza e della tolleranza”. L’ex ministro si è intrattenuto per un’oretta nelle sale della MEP oservando le foto con un filo di commozione negli occhi.

La mostra infatti raccoglie scatti molto toccanti delle guerre dell’ultimo secolo. Dal miliziano ripreso da Robert Capa colpito a morte nella guerra civile spagnola alla bandiera americana piantata su Iwo Jima nella Seconda Guerra Mondiale fino agli scatti di Paolo Pellegrin, giovane e affrmato fotogiornalista da anni impegnato sul campo durante i conflitti di tutto il mondo. Le novanta foto raccolgono gli ultimi settanta anni di storia per far riflettere sull’assurdità dei conflitti che portano morte e distruzione e non servono mai a trovare un accordo tra i popoli.

Scopo del fotogiornalismo è anche quello di sensibilizzare la gente attraverso le mostre o i giornali facendo conoscere situazioni, eventi o personaggi che altrimenti rimarrebbero nell’ombra.
Secondo Pellegrin il fotogiornalista non deve occuparsi dell’evento, ma seguire per lungo tempo la gente colpita da un conflitto al fine di capire come vive un popolo in quelle condizioni.

In questo le agenzie Magnum e Contrasto sono in prima linea. Quando incontrano partner sensibili come la fondazione Umberto Veronesi non può che uscire un bellissimo progetto come questo che dopo Milano e Parigi sta solo aspettando altre città che lo ospitino.

lunedì 5 settembre 2011, di Matteo Pellegrinuzzi