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LETTERA APERTA A S.E. CLAUDE GUEANT,

MINISTRO DELL’INTERNO DELLA REPUBBLICA FRANCESE

Egregio Signor Ministro,
Seguo con ammirazione la Sua lodevole iniziativa per smascherare agli occhi del mondo intero lo scandalo della doppia nazionalità e porvi un termine. Come ci insegna il Suo esimio collega Eric Besson, doppiezza rima sempre con ribalderia e tradimento.
Intendo dunque segnalarLe un caso che potrebbe essere sfuggito alla solerzia dei suoi servizi prefettorali. Non ci sono solo gli africani di tutte le latitudini per approfittare vergognosamente della generosità della Repubblica: altri subdoli individui si sono gettati tra le sue braccia aperte, per meglio soffocarla con la loro invadenza. Si tratta di decine di migliaia di figli di immigrati italiani, nati sul suolo francese e dunque divenuti francesi una volta maggiorenni, secondo la legge. Pur avendo prestato il loro servizio militare per la gloria bleu-blanc-rouge, questi individui non hanno rinunciato alla loro nazionalità transalpina d’origine. Abili ed ingegnosi, hanno infiltrato a migliaia la funzione pubblica, altri si sono arricchiti nei settori economici più svariati, dall’edilizia alla moda. Sempre conservando il piede in due staffe!
Peggio, la maggioranza di queste persone, dopo aver generato altre migliaia di nipoti di italiani, altrettanto doppio-nazionali che loro, godono ormai di laute pensioni alle spese degli onesti francesi monolitici ed è dunque troppo tardi per colpirli col gladio spietato della preferenza nazionale. Del resto, la tragica adesione della Francia al complotto socialo-europeista Le impedirebbe, ahinoi, signor Ministro, di prendere i provvedimenti di riaccompagnamento alla frontiera che si imporrebbero.
Vista l’età media dei doppio-nazionali in questione, le suggerisco dunque, Eccellenza, di impedir loro di essere selezionabili per la nazionale francese di bocce, di uncinetto sportivo o di canasta.
Creda agli omaggi sinceri di un italiano vero (e non doppio!)
Suo Franco Lombardi

domenica 2 ottobre 2011, di Franco Lombardi