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La CGIL in missione studio a Parigi

Ha fatto tappa anche a Parigi, dopo Stoccolma e Varsavia e prima di Berlino, la delegazione della CGIL Lombardia in “missione studio” in Europa, dove ha incontrato i sindacati francesi (CGT e CFDT), il Console Generale e Francesco Saraceno, economista italiano che lavora a Parigi presso il centro di ricerca economica Observatoire français des conjonctures économiques e si occupa in particolare di macroeconomia e politica economica.

Della delegazione, guidata da Melissa Oliviero e accompagnata da Fabio Ghelfi, responsabile del dipartimento internazionale e politiche europee, facevano parte rappresentanti dei diversi rami, dall’industria ai trasporti passando per il commercio, il turismo, i servizi … Le missioni di studio servono innanzitutto ad internazionalizzare il sindacato di una delle regioni che, con le sue multinazionali, è più proiettata verso l’estero, e poi per cercare di capire e carpire le dimensioni comuni tra l’Italia e gli altri paesi in termini di soluzioni del paese di fronte alla crisi, di relazioni tra dipendenti e datori di lavoro, di rappresentanza.
Ovviamente ogni paese ha una storia diversa e questo influenza sia la portata delle crisi sulla popolazione che le aspettative di quest’ultima rispetto allo stato sociale. In Francia si sono concentrati particolarmente sulle prassi di ristrutturazione e di quanto nei processi d’informazione e nella comunicazione venga coinvolto il personale come partecipe delle decisioni.
La delegazione ha incontrato anche alcune associazioni (Libera, Circolo dei Democratici) e Focus in, come rappresentante della stampa italiana in Francia. Sorprendenti le domande – che vertevano sull’apertura dei negozi la domenica, sui sussidi dello Stato a persone in difficoltà, sull’educazione, sulle strutture per la cura dei bambini e delle persone anziane … cose quotidiane che i francesi e anche la maggior parte degli italiani qui da anni considerano scontate e che mostrano una fiducia nello Stato che in Italia non esiste.
Si sono abbordati anche temi più generali del ruolo politico che l’Europa ha (o dovrebbe avere) nelle questioni sociali e della possibilità di creare un sindacato europeo, questione che rimarrà irrisolta finché non ci sarà un’uguaglianza di diritti in tutta l’UE.
La cosa che più mi ha colpito di questo incontro è stata parlare con degli italiani che si occupano di cose vere: licenziamenti, precarietà, diritti dei lavoratori, educazione dei bambini, mentre a vedere l’Italia filtrata dai giornali si tende a pensare che gli italiani parlino solo dei processi del Cavaliere e della tenuta del governo. Fa piacere ed è di buon auspicio per un futuro sindacato europeo!

martedì 1 ottobre 2013, di Patrizia Molteni