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Solidarietà Terremoto centro Italia

La Terra continua a tremare

23900 scosse, dal 24 agosto scorso, 3700 repliche dal 30 ottobre, quando per la prima volta dal 1980 si è raggiunta la magnitudo 6.5, oltre 300 morti, quasi 500 feriti e 27000 sfollati. Cittadine, frazioni e borghi rasi al suolo o quasi, buona parte di una delle zone paesaggistiche più belle del mondo deturpata : quella compresa tra Lazio, Umbria, Marche ed Abruzzo. Oltre questi numeri che danno la cifra della catastrofe, migliaia e migliaia di persone che hanno perso tutto, i loro cari, i loro beni materiali (casa e lavoro) e, peggio ancora, i loro beni immateriali, i ricordi, gli affetti, un territorio amico.


Ricostruire le case e il patrimonio artistico richiede fondi, ma per ricostruire le persone e il legame sociale i fondi non bastano. Anche una sola volta, quei pochi secondi in cui tutto trema attorno, rappresentano una vita, un po’ come si racconta sia l’ultimo minuto nella propria vita in cui pare scorrano le immagini di fatti e persone della vita trascorsa. Chissà se dopo migliaia di scosse si può ancora riuscire a vivere senza la sensazione di essere costantemente sull’orlo del baratro ? Aggiungiamo che in molti di questi paesini la gente è anziana, ha vissuto la guerra magari, ma anche vissuto un periodo in cui c’erano delle certezze, il sogno del posto fisso, la famiglia e che ha costruito per lasciare qualcosa alle generazioni successive. I più giovani, compresi tanti cinquanta-sessantenni di oggi, o se ne sono andati o si sono abituati a non avere più certezze, men che meno quella del lavoro e di poter metter su casa stabilmente. L’unica certezza, oltre al fatto che quando si nasce si comincia a morire, è l’incertezza e la precarietà del nostro soggiorno sulla terra (che non è più neanche tanto ferma).
Solidarietà in Francia

Su questa nota positiva, e solidali nel sentimento di perdita di una parte di sé, della propria storia e delle proprie radici, gli italiani all’estero si stanno muovendo per aiutare le popolazioni colpite. E se il principio è sempre stato quello di lavorare sulla lunga durata, perché di fondi ce ne sarà bisogno anche a riflettori spenti, è ancora più necessario oggi : il centro Italia è ancora in stato di emergenza, la terra continua a tremare, le case a crollare. Difficile e forse inutile allora individuare dei progetti da sostenere ora.

Il Piano Terremoto del Governo, approvato dall’UE che escluderà queste voci di spesa dal debito pubblico nazionale prevede l’alloggio degli abitanti in casette provvisorie, sostegni alle imprese, il rapido ritorno alla normalità per scuole, sanità e strutture della vita democratica (come i Comuni), il tutto all’insegna della trasparenza e della legalità. La presenza di Vasco Errani, che abbiamo già visto all’opera nell’Emilia terremotata di quando era Governatore, come Commissario alla ricostruzione è una sorta di garanzia.

Dal Piano Terremoto però rimangono fuori le associazioni, i gruppi informali, i volontari non-istituzionali che si occupano delle fasce più deboli, gli anziani, i bambini, i diversamente abili, gli indigenti.

La campagna "Facciamo presto"

Italia in Rete vuole convogliare i propri sforzi verso uno o due progetti di questo tipo di associazioni, con un’altra convinzione : i borghi più belli d’Italia, quelli che da sempre hanno attirato il turismo, troveranno - e buon per loro - fondi pubblici e donatori, gli altri avranno molte più difficoltà.

Da settembre, attraverso la raccolta di prodotti al SIAL, Salone Internazionale dell’Agroalimentare (vedere n. 32) e i conseguenti mercatini solidali, la cena dell’ANPI Parigi e i Forum delle Associazioni abbiamo raccolto più di 2500 euro, che vanno ad aggiungersi ai doni spontanei di settembre sul conto dedicato al terremoto, per un totale di 4600 euro.

Altre cene, altri aperitivi, altri eventi si susseguiranno anche ad inizio dell’anno prossimo, ma già il 2 dicembre grazie alla collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura e con la direzione artistica di Nico Morelli che è riuscito a coinvolgere i suoi amici jazzisti e persino gli amici dei suoi amici, Italia in Rete e Focus In vi invitano ad un concerto che riunirà sul palco dell’Hôtel de Galiffet i migliori musicisti italiani, francesi e internazionali.

“Invitano” si fa per dire, perché l’ingresso, a partire da 30 euro, servirà appunto a contribuire al progetto Jazz per Amatrice promosso dalle associazioni I-Jazz e MIDJ (Musicisti Italiani di Jazz) che già si erano mobilitati per l’Abruzzo con l’iniziativa Jazz per l’Aquila.

"Nella fase di ricostruzione, la sfida sarà quella di riportare alla luce il borgo di Amatrice dove e come era, con gli edifici e le relazioni sociali che lo rendevano vivo" affermano gli organizzatori. "La musica e lo spettacolo possono dare un contributo importante, aiutando ad aprire lo sguardo ad una bellezza e ad una speranza che superano anche la devastazione del terremoto. Per questo vogliamo contribuire alla ricostruzione del cinema-teatro Giuseppe Garibaldi : perché Amatrice possa avere una nuova casa, ancora più bella e sicura di quella perduta, in cui riconoscersi e riunirsi".
I fondi saranno messi a disposizione del Comune di Amatrice e delle autorità competenti per la ricostruzione del Cinema Teatro secondo un progetto "che coniughi la funzionalità e l’accoglienza al rispetto più rigoroso dei criteri antisismici e della natura storica dell’edificio", costruito negli anni Trenta sui locali dell’antica Chiesa e del Convento di San Domenico.

Riconoscersi e riunirsi, due obiettivi che sono perfettamente in linea con i principi della nostra raccolta a e cui abbiamo aderito immediatamente, anche perché, diciamocelo, è anche una occasione imperdibile di vedere cosi tanti jazzisti di altissimo calibro tutti nello stesso posto !

Come contribuire (in Francia) :
Doni diretti, tramite assegni intestati a
Italia in Rete – Réseau associatif franco-italien
c/o Jardins numériques 2, rue Wilfrid Laurier 75014 Paris
Bonifico bancario sul conto specifico per il terremoto di Italia in Rete :
_Conto n° 00010207912
_IBAN FR7630004011410001020791248

Per questa causa BNP non applica commissioni bancarie. Il conto sarà usato solo ed esclusivamente per i doni e sarà chiuso alla fine della raccolta.

samedi 19 novembre 2016, par Patrizia Molteni