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La bugia e la verità

Quanto vale una bugia? Dipende fortemente dal contesto.
In politica siamo abituati a sentirne ogni giorno di tutti i tipi e di tutte le razze; non ci facciamo quasi più caso, ce le aspettiamo, tranne quando ci accorgiamo a posteriori che qualcosa a cui avevamo ingenuamente creduto si rivela completamente falsa. E il massimo che la cosa ci ispira è un certo fastidio. Gramsci diceva che in politica la verità è rivoluzionaria. Peccato che i politici non amino le rivoluzioni.
Nella storia le bugie hanno un valore ancora diverso.
Se vengono smentite troppo tardi, allora non vale. E’ come se fossero state vere. La Donazione di Costantino al papa Silvestro della basilica di San Giovanni e relativi poteri, usata dal IX secolo per costruire il potere temporale della Chiesa, fu dimostrata apocrifa nel 1400, ma ormai aveva avuto tali conseguenze che la smentita non provocò alcun effetto rilevante.
Perfino il famoso e divertentissimo proclama della marina borbonica “Facite ammuina” è stato dimostrato falso, e costruito per denigrare i poveri marinai. Ai nostri giorni l’aggettivo “borbonico” non suscita belle immagini, malgrado i Borboni di Napoli abbiano costruito la prima ferrovia di tutta Italia, aiutato le arti, ecc. ecc.
E nella scienza? Qui le cose vanno un po’ meglio, le bugie durano abbastanza poco, in generale si trova molto presto qualcuno che riesce a dimostrarne la falsità. E allora perché provarci? Mistero. In realtà anche fra gli scienziati è difficile trovare qualcuno che, in una discussione, cerchi onestamente di arrivare alla verità e non soltanto di dimostrare di avere ragione a tutti i costi. Così fan tutti (o quasi).
Dal lato opposto, lo stesso concetto di verità di una legge fisica è diverso da quello delle altre attività umane. Si può riassumere con l’affermazione: “tutto va come se” la legge fosse vera. Più di così la verità non ha senso. Se si può usare una legge per prevedere il futuro o qualche caratteristica del futuro, allora la legge è vera, cioè funziona. Sembra molto restrittivo e poco confortante, ma è proprio il contrario. Sappiamo che una conquista appena fatta, una nuova interpretazione della natura, nel momento stesso in cui viene trionfalmente annunciata è probabilmente “vera” solo in un certo ambito ristretto, e che certamente nel futuro qualcun altro la smentirà e la allargherà ad un ambito più largo e più comprensivo. _ E questo è bellissimo. Significa che c’è ancora tanto da imparare e da divertirsi a scoprire. E questa è veramente scienza.

venerdì 6 dicembre 2013, di Luciano Trasatti