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La corruzione è un valore stabile!

… e l’UE dà prova d’ipocrisia


Se ne sono accorti anche i partner dell’Unione europea. Non so come non se ne siano accorti prima e non sono neanche certa di quanti politici degli altri paesi possano scagliare la prima pietra, resta il fatto che è vero. A Bruxelles si sono accorti che in Italia esiste uno “scarso livello di integrità dei titolari di cariche elettive e di governo”.
Si sono accorti che abbiamo una legge anticorruzione ed apprezzano "gli sforzi notevoli profusi dall’Italia" per combattere il fenomeno. Resta il fatto che la corruzione è calcolata attorno ai 60 miliardi l’anno, ossia il 4% del Pil. Di che essere fieri se facciamo il raffronto con i 120 miliardi l’anno di corruzione in Europa, ossia l’1% del Pil di tutta l’UE. Un grande contributo quello italiano. Comunque è un dato ricorrente da almeno tre anni. Altro che “patto di stabilità”.
Più che altro Barroso dovrebbe apprezzare con compassione i notevoli sforzi economici che fanno gli italiani. Un terzo del paese non arriva a fine mese. Quando ci si accorge che la spesa più pesante per una famiglia è proprio il cibo, come nel dopoguerra, si capisce perché il pessimismo e le paure aumentano.

Uscito dalla porta e rientrato dalla finestra

Certo, l’UE richiama all’ordine l’Italia con le sue leggi “ad personam” ma quale dei nostri politici ascolterà il duro monito? Che interesse avrebbero i nostri governanti a diventare onesti? Per un attimo abbiamo avuto l’impressione di toglierci dalle scatole il re delle più bieche leggi, di colui che ha depenalizzato il falso in bilancio, tanto per fare un esempio. No, lo stanno andando a prendere per mano. Il cavaliere fa le prime pagine dei giornali. Si congratula con l’uno o con l’altro. E’ stato complimentoso con Ferdinando Casini. E sì, c’è ancora anche lui anche se nessuno sa da dove viene e dove va. Neanche lui sembra saperlo. Và dove lo porta il vento, tanto pesa poco, politicamente parlando. Mi sforzo mio malgrado di citare il Cavaliere perché Bruxelles ritiene un passo avanti il decreto legislativo sull’incandidabilità ed il divieto di ricoprire cariche elettive o di governo a seguito di condanne definitive e si riferisce esplicitamente alla sua applicazione “nel caso della decadenza da senatore di un ex premier” ossia Berlusconi. Ma il decreto non poteva prevedere l’esilio senza possibilità di comunicare?
Ed il conflitto d’interessi, la legge sul falso in bilancio e l’auto-riciclaggio? Come lo spieghiamo ai vertici europei che siamo abituati al malgoverno? Che non riusciamo a ribellarci neanche quando siamo alle croste di pane secco? Meno male che il commissario agli affari interni dell’UE, Cecilia Malmström, ha dichiarato che “in Europa non ci sono aree non affette da corruzione”. Ora ci sentiamo meglio.

Goodbye Fiat

Anche la mitica Fiat se n’è andata. E’ stata dislocata. Hanno bistrattato e abbandonato gli operai. Il sindaco dell’emblematica Termini Imerese, Totò Burrafato, che ha occupato una parte del Ministero dello sviluppo economico con alcuni sindacalisti, ha dichiarato “Non stiamo chiedendo la luna ma un gesto di attenzione per un territorio che è in ginocchio per la chiusura dello stabilimento Fiat”. Grazie Marchionne, grazie alla sua pubblicità chissà quanti avranno voglia di investire in Italia… Meglio incassare i dividendi e pagare le tasse altrove, vero? In Olanda per esempio, con la norma societaria del voto plurimo che protegge dalle OPA ostili.
La fuga in Olanda, non solo della Fiat ma di molte aziende europee, sa di “legal dumping” – ossia di concorrenza legislativa illegale.
Ma in questi casi l’UE tace!

martedì 18 febbraio 2014, di Luisa Pace