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La dura vita del migrante

Hanno fatto il giro del mondo le immagini della rivolta di Rosarno : la caccia agli immigrati su cui si è sparato “come lepri”, e che poi sono stati portati via verso i campi di accoglienza, in attesa di espulsione. “Cercavamo il Paradiso, abbiamo trovato l’inferno”, diceva uno di loro. E’ anche a causa di questo Aigues-Mortes nostrano che il primo marzo la “Giornata senza immigrati” ha avuto un grande successo.

La giornata senza immigrati di Parigi. Photo di Veronica MecchiaUno sciopero degli immigrati ? Come quello dei pensionati, persone che non contano, si erano detti gli scettici e i contrari. Invece decine di fabbriche, cantieri, cooperative di servizi si sono fermati, molti commercianti migranti hanno abbassato le saracinesche. In Italia ma anche all’estero, soprattutto in Francia da dove era partita l’iniziativa. Un successo perché hanno finalmente dimostrato che gli stranieri lavorano, producono, quando hanno la fortuna di essere in regola pagano anche le tasse. Sono tutt’altro che una zavorra, un peso morto di cui il Paese si deve occupare o, meglio, alleggerire.
Poi ci sono le situazioni come Rosarno, dove tutto è cominciato, come ad Aigues-Mortes, per una banalità. Un immigrato chiedeva semplicemente di essere pagato la giornata. Una giornata di 10-12 ore per la quale come gli altri percepiva 20-25 euro in nero, con i 5 euro di “pizzo” al caporale che gli procurava il lavoro e 2-3 euro al camion che lo portava sul posto di lavoro. Per questi miseri 12-17 euro sono disposti a vivere in capannoni improvvisati, senza luce, senza bagno, senza quel minimo di servizi che li renderebbe “abitazioni”. Ormai è di pubblico dominio, questo giro di affari è in mano alla ‘ndrangheta in Calabria, di altre mafie nelle altre regioni. Gli abitanti di Rosarno non sono razzisti, l’hanno ripetuto incessantemente, hanno persino manifestato per dire no a questa reputazione che in questa due-giorni di scontri si erano creati. Il risultato : gli immigrati sono stati condotti in Puglia, nei centri di ritenzione o “di accoglienza” come vengono chiamati, molti sono già stati espulsi nel loro paese.
Non è colpa dei calabresi, ospitali, gente che non naviga nel lusso ma che sa condividere. Non è colpa degli immigrati che chiedono solo di poter sopravvivere. Dov’erano i vari ministri, a partire da Maroni, quando hanno permesso questo tipo di condizioni di proliferare ? Possono anche urlare “tolleranza zero” ma sono sono proprio leggi come la Bossi-Fini o il “pacchetto sicurezza”, che hanno favorito situazioni come queste. Leggi che stabiliscono il “reato” di clandestinità e, ancor peggio, che se un immigrato non obbedisce e non si presenta per l’espulsione è passibile di arresto immediato. Criminalizzati quasi prima ancora che mettano piede sul suolo italiano. Chi li sfrutta e li fa vivere come bestie, no, loro non sono reprensibili. In questi giorni su Repubblica è uscito un articolo di Paolo Rumiz, reporter estremamente preciso ed attento. Secondo Rumiz, la famosa sanatoria che avrebbe regolarizzato gli immigrati sarebbe “l’ultima beffa”. Istruzioni verbali alle prefetture hanno fatto accorrere gli immigrati con un contratto di lavoro. Si sono messi in moto traduttori, mediatori culturali, aiutanti di ogni genere, gli stranieri erano trattati con rispetto e cortesia. Gli immigrati pagano l’INPS, sono fiduciosi. Poi la batosta : le questure convocano gli stessi immigrati, colpevoli di non aver ottemperato all’espulsione oppure comunicano con tutt’altri toni che l’agognato permesso di soggiorno è stato rifiutato. Le questure “applicano la legge” e si trovano improvvisamente con tanti “polli” che si sono autoconsegnati. Cosa vi ricorda ?
Vogliamo parlare del “permesso di soggiorno a punti” proposto dalla Lega ? Bisognerà conoscere la lingua italiana e la Costituzione (quale ?), dimostrare di essere iscritti al servizio sanitario nazionale, essere in possesso di contratti abitativi trasparenti e provare che i propri figli frequentino la scuola. Ma un permesso di soggiorno a punti per il governo, non sarebbe meglio ? Certo la sanità e l’istruzione dei propri figli passerebbe senza problemi, ma la conoscenza della Costituzione farebbe perdere punti a non pochi.

samedi 3 avril 2010, par Patrizia Molteni