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La febbre dell’oro

L’oro tocca record di valore, il petrolio sale. E sale anche il platino… sembra una buona notizia ma non è oro tutto ciò che luccica …

Può essere una buona notizia per gli investitori più pazienti ma per l’economia mondiale l’innalzamento del valore dell’oro non è di buon presagio. Oro valore rifugio, si è sempre detto, e quindi questa fuga in avanti è dettata dagli investitori che, coi chiari di luna finanziari che si prospettano, si sono coperti con l’agognata materia. Una corsa all’oro per proteggersi dall’assillo dell’inflazione e del suo opposto, la deflazione. Nulla a che vedere con la gioielleria o l’industria.
Intanto l’Istat ci comunica impietosamente che il fatturato dell’industria italiana è tornato in negativo di quasi il 3% (del 2,7%). Importa che sia un valore maggiore dell’8,9% rispetto allo stesso periodo del 2009 ? Ossia tra giugno e luglio ? Teniamolo come valore comparativo, meglio di niente. E il corso del petrolio ? Il suo impatto sulle piccole e medie aziende (e non solo) ? Ci rassicura che Wall Street regga e che le borse asiatiche stiano spingendo al rialzo i mercati ? Rimbalza il titolo Fiat. La Fiat, appunto, che secondo gli ultimi annunci dovrebbe scindersi parzialmente in favore di Fiat Industries. Sergio Marchionne esulta : la Fiat in una nuova era !
Restiamo ottimisti dunque pensando ai dipendenti della Fiat di Pomigliano. Dall’alto dicono che il coraggio paga. Cosa ne pensano i licenziati o i precari privati del rinnovo contrattuale di Pomigliano ? E i disoccupati in genere ? La crisi finanziaria si è trasformata in crisi economica, frase che non sembra voler dire nulla, ma finanza ed economia non sono la stessa cosa e la crisi economica si sente eccome. Per essere di nuovo tranquilli bisognerebbe riuscire a riassorbire la disoccupazione supplementare creata dalla crisi e cominciare a creare nuovi posti. Ma non è catastrofismo pensare che si tratti di fantascienza. Anche in Francia chi perde il lavoro, soprattutto se senior, sa di aver poche possibilità di trovarne un altro. Le carriere sono a singhiozzo, un po’ di lavoro, un po’ di disoccupazione. E chi li accumula gli anni validi per la pensione piena ? La Francia sostiene di aver attraversato meglio la crisi. L’Italia dice la stessa cosa. Allora vien da chiedersi perché in un paese continuano a manifestare ed a trattenere con la forza manager nelle ditte, una sorta di rapimento “utile”, e nell’altro operai protestano arrampicandosi sulle gru per ottenere gli arretrati dello stipendio o per cercare di evitare licenziamenti e cassa integrazione.
Ma coloro che fanno tornare i conti a tavolino si sono accorti che c’è un mondo fuori di gente esasperata ? Una volta si scioperava per ottenere un aumento, ora per poter lavorare e mantenere la famiglia in qualche modo. Inutile puntare il dito sul Governo, perché neppure la sinistra è ricca di proposte, si limitano tutti a criticarsi a vicenda e verrebbe sin voglia di mandare a tutti un pallottoliere ed un libretto sulle “entrate e uscite”. Analisti illustri e lungimiranti fanno calcoli di cui i politici proprio non tengono conto. Se va tutto bene il primo quinquennio del 2010 conoscerà un perseguimento del calo del debito dei nuclei famigliari e delle aziende nella zona euro. E questa è una sana notizia. Più preoccupante è il fatto che le aziende non abbiano più voglia (e si può capire) di dipendere da finanziamenti esterni per i propri investimenti e questo a discapito dei dipendenti. Infine, il prezzo delle materie prime dovrebbe restare piuttosto basso a seguito del crollo della domanda mondiale dovuto alla crisi. Ma non c’è cura alla miopia politica ? Non sembra. Tra politici e, ahimè, media, son tutti indaffarati ed impantanati a coprire scandali, svelarne nuovi, lanciarsi anatemi a vicenda, tanto tra stipendio da deputati, eurodeputati, ministri & Co … hanno la busta-paga e la pensione assicurate. Un’osservazione banale, un colpo basso forse ma nella situazione attuale ci sta !

vendredi 8 octobre 2010, par Luisa Pace