FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Home > Opinions > Parola mia > La legge all’Ovest del Tagliamento

La legge all’Ovest del Tagliamento

A quale livello di disfacimento sia scaduta la coscienza e la dignità politica nella povera Italia di oggi, lo testimonia la legge efferata sulle ronde cittadine: roba che dai tempi del Far West, penso, non si era più vista in un paese civile.
Eppure, a quanto pare, persino nel campo di quelli che una volta si chiamavano i “sinceri democratici“ c’è chi trova che non si dovrebbe poi dir tanto male di questa legge, che ha il merito (!) di rimettere la sicurezza nelle mani dei cittadini. Il problema starebbe semplicemente nell’uso, buono o cattivo, di sinistra o di destra, che si fa di queste ronde.
Arrieccoci! Era da un po’ che non avevo sentito riutilizzare argomenti di una tale finezza: se te meno io, lo faccio per il tuo bene e per il bene della nazione, se me meni tu, è perché sei un fascistone.
Vorrei dunque ricordare a chi lo avesse scordato che, come tutti dovrebbero sapere, è la funzione che sviluppa l’organo. Vale a dire che, come i muscoli si sviluppano tagliando la legna, allo stesso modo è a forza di andare in giro con una pistola al cinturone che si finisce per sparare su qualcuno ed a forza di “autodifendersi“ che si finisce magari con un bel linciaggio.
Se invece di riflettere sulle cause della putrefazione del tessuto sociale ci si mette a passare la notte ad andare in giro in bande di maschietti (perché mica è una roba da donne, far le ronde!) che cercano i cattivi da consegnare alla polizia, non oso immaginare quale sarà il livello del dibattito. Ma immagino facilmente il repertorio dei canti camerateschi che si intoneranno in coro durante questi miserabili ersatz degli spaghetti-western: «Osteria numero uno, paraponziponzipo…».

giovedì 19 marzo 2009, di Franco Lombardi