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La luna e la lampadina… l’avventura continua

In scena alla Girandole La luna e l’ampoule... suite, di Luciano Travaglino e Patrick Dray su testi e canzoni di Dario Fo. Regia di Cathie Biasin.

Uno spettacolo concepito da Travaglino una ventina di anni fa a partire dalle canzoni di Dario Fo e Enzo Jannacci, "quelle che ascoltavamo da giovani", dice, e che pensava avrebbe interessato amici, famiglia e poco più. Cercava per lo spettacolo un pianista che fosse anche un po’ clown, incontra Patrick Dray e scatta immediatamente una complicità che molti prendono subito come l’affiatamento di un’amicizia di lunga data. Cathie Biasin, alla regia aggiunge un’atmosfera felliniana, da avanspettacolo. Lo spettacolo ebbe un successo spaventoso ed ancora oggi glielo chiedono. Già che si prospettano rappresentazioni fino alla 4a età, pensano bene di aggiornare lo spettacolo.
Lo spettacolo: ambizioso già all’epoca mettere in scena delle canzoni scritte dal premio Nobel della letteratura ed interpretate da un personaggio originale come Enzo Jannacci. Ma ci sono riusciti usando la forma del cabaret musicale, allora non molto in voga. I testi delle canzoni sono stati tradotti in francese, anche se rimane un po’ di italiano, un po’ di milanese e un po’ di veneziano.
Un giorno José Guinot, che aveva fatto tradurre Dario Fo (così come Carmelo Bene o Viviani) in Francia, porta al teatro Franca Rame e Dario Fo, che rimane stupito, tanto che scrive una lettera-recensione dello spettacolo: “Fu sicuramente una sorpresa. Prima di tutto perché riscoprivo i miei primi testi sconvenienti e balzani degli anni Cinquanta inframmezzati da canzoni che scrivevo con Jannacci. Ne ho anche apprezzato la strampaleria con una certa soddisfazione.
Ma bisogna rendersi all’evidenza: il teatro ha le sue leggi segrete, misteriose ma intangibili: niente succede sulla scena se non attraverso l’attore. E questo piccolo Théâtre de la Girandole esibiva due artisti che miscelavano con virtuosismo la varietà dei loro talenti di cantanti, narratori, musicisti. Luciano Travaglino e Patrick Dray recitano con eccezionale complicità. Basta un cenno per trasformare il clima, turbare l’atmosfera, cambiare il ritmo, con una sintesi che produce l’effetto proprio del teatro: poter cogliere nello stesso momento i più grossi effetti e la delicatezza del sentimento, la violenza di una replica e la sua contropartita piena di tenerezza”.
Andranno poi anche al Teatro Litta Milano, dove lo spettacolo era accompagnato da una mostra di dipinti di Fo, tra il pubblico anche Fiorenzo Carpi, musicista di scena di Dario Fo e Giorgio Strehler. Per l’occasione la proporzione linguistica del testo era stata ribaltata e rimaneva solo un terzo in francese.
Il filo conduttore è quello tipico della commedia: un clown bianco (Patrick Dray) e un augusto, interpretato dallo stesso Travaglino. Un duo che si rifà, tra l’altro, ai primi testi che Fo scrisse per la radio, basati su due personaggi antitetici (il buono/il cattivo, Caino/Abele) che l’attore intercalava con un “poer nano” (povero nano, poveretto). Alcune delle canzoni interpretate da Jannacci sono su questo tema: si pensi a “Avevo un taxi nero”, o “L’Armando” o persino al “povero diavolo” de “La luna è una lampadina”.
Lo spettacolo finisce con i due personaggi che spariscono, la lampadina dell’abat-jour si spegne.
Quello nuovo, “La lune et l’ampoule… suite”, di cui non sveliamo i dettagli, riprende un po’ da lì, gli stessi personaggi che 20 anni dopo cercano di capire che cosa nasconde la luna, cosa c’è di là, magari un altro mondo…
Per chi si fosse perso la prima parte, alla Girandole vengono rappresentate insieme, un’ora e dieci per la prima parte e 45 minuti per la seconda con un intervallo, mentre a Teatro Jean Vilar di Vitry (22 marzo) sarà rappresentata solo l’ultima parte.

La Lune et l’Ampoule… suite
Dal 27 febbraio al 23 marzo
Théâtre de la Girandole

4, rue Edouard Vaillant
93100 Montreuil
Tel. 01 48 57 53 17
reservation@girandole.fr
www.girandole.fr

martedì 18 febbraio 2014, di Patrizia Molteni