FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Home > Opinions > Editoriali > La riscoperta della solidarietà

La riscoperta della solidarietà

Visto da qui sembra che l’Italia stia crollando, in tutti i sensi. Non solo i terremoti in Emilia - ma anche altrove, dal Nord al Sud - che già sarebbero abbastanza, ma i nubifragi, la neve a giugno (l’avevo vista solo in Scozia ma quella è vicino al Polo Nord), i vulcani sottomarini ormai dimenticati che si risvegliano. A parte le zone dell’Emilia violentemente colpite, il danno più grave è l’incertezza e la paura, la psicosi di pensare che tutto sta crollando e che in qualsiasi momento, in qualsiasi parte dell’Italia, ci può mancare la terra da sotto i piedi … o piovere sul bagnato. E se la situazione geofisica non è delle migliori, quella sociale ed economica non è da meno. Un ricercatore dell’Università di Modena-Reggio, scrivendomi della situazione, commenta “Siamo sulla soglia dei 200 mila sfollati, come una guerra di media intensità”. Non ho mai vissuto una guerra ma immagino fosse molto peggio. Eppure, vedere la gente che si auto-raziona su cibo e salute, i «corvi» del Vaticano, le bombe di chi perde la testa... il paragone mi sembra azzeccato.
Ci sono però degli elementi positivi (perché positivi bisogna essere). Dalle macerie è rinata la solidarietà, basti pensare alle decine di migliaia di ordini ricevuti in poche ore dai caseifici terremotati, a lavoratori e “padroni” che continuano a lavorare insieme nelle tende, per salvare i posti di lavoro, allo slancio di solidarietà internazionale. Abbiamo riscoperto lo Stato. Mentre gli Abruzzesi lamentavano un’assenza dello Stato – a parte gli effetti speciali che avevano come unico scopo guadagnare consenso – Napolitano continua a dire : “Lo Stato c’è!”. E se il governo Monti sta un po’ esagerando con l’austerità, gli italiani hanno riscoperto anche in questo la resistenza. I sindacati - spesso compatti malgrado le differenze di idee politiche - non perdono un’occasione per cercare di proteggere al meglio le poche conquiste sociali che avevano ottenuto. E persino la sempre più nutrita “società civile”, che ci trovi d’accordo o no, mostra comunque una volontà di partecipazione e di democrazia. Considerato che usciamo dagli anni bui del Berlusconismo, mi sembra che si stiano facendo dei passi da gigante.

giovedì 14 giugno 2012, di Patrizia Molteni