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La sindrome della Sibilla Cumana


Marchionne deve essere uno dei primi colpiti dalla sindrome della Sibilla Cumana benché le sue capacità divinatorie lascino a desiderare. Sergio Marchionne è convinto che l’Italia ce la farà, ma aggiunge : "Quando non lo so : non vedo le cose migliorare nel breve termine" e ha anche aggiunto che per ora mancano gli investimenti. Un vero veggente e pure nebuloso se si calcola che nel 2013 sono 111.000 le ditte che hanno chiuso i battenti per fallimento, liquidazione volontaria o procedura consensuale non fallimentare. Il 7,5% in più rispetto al 2012. Il 2014 non è meglio, anzi, il trend delle cessazioni d’attività è catastrofico. I commercianti ed anche il settore turistico sono stati duramente investiti dal perdurare della crisi. Probabilmente Marchionne non va dai piccoli e medi esercenti. Tra quelli di città che hanno chiuso per ferie, alcune migliaia non hanno rialzato la saracinesca il primo di settembre. Negozi di abbigliamento, bar, ristoranti hanno fatto le spese di chi soldi da spendere in “futilità” non ne ha più o preferisce metterli da parte per tempi peggiori. Anche le librerie rientrano nel calcolo del “chiuso per sempre”. E come potrebbe essere diverso visto il lungo periodo di recessione che colpisce il paese ? Vogliamo anche dire che tra il 2008 e il 2012 hanno chiuso circa 9mila imprese storiche ossia con più di 50 anni di attività ? Non si tratta quindi di sventati che si sono improvvisati manager o commercianti.
Ma Marchionne è convinto del fatto suo perché dal 2008 gli Stati Uniti hanno ripreso a crescere. Cita l’esempio delle start-up : "Il concetto di start up in Italia non mi piace molto, vengono imposti limiti. Qui invece si riescono a creare le cose dal nulla". Gli venisse mai in mente che anche se non ci fossero limiti non c’è più una lira, sorry, un euro da far girare affinché le eventuali e coraggiose start-up possano funzionare ?
Intanto i consumi sono tornati ai livelli del dopoguerra, i depositi bancari sono calati e, peggio ancora, nel gennaio 2014 il tasso di disoccupazione ha fatto un balzo in avanti, è al 12,9% ed il numero di disoccupati è intorno ai 3,3 milioni (fonte : Istat). Vogliamo anche dire che l’Italia è il fanalino di coda europeo nella giustizia sociale ? I paesi nordici dimostrano maggiore equità mentre Italia, Spagna, Grecia, Ungheria hanno visto crescere le diseguaglianze, un dato rischioso perché con le diseguaglianze aumentano le tensioni. Urge tornare alla competitività ed alla stabilità economica ma il principio delle pari opportunità deve essere tra i primi nell’agenda dell’UE.
Anche se i poteri forti preferiscono utilizzare i media di Stato a beneficio dei propri interessi, nascondendo la sporcizia sotto lo zerbino e cercando di nasconderla agli italiani con annunci mirabolanti, la verità è che milioni di cittadini e di ditte sono ridotti alla sopravvivenza, quando va bene.

Il contagio !

Un altro colpito da Sibillite sembra essere il Ministro Padoan. Sibillite contraddittoria per l’esattezza, una forma più insidiosa perché invece di proclamare il suo pensiero nel modo sicuro ed onnisciente di Marchionne si manifesta con predizioni e contro-predizioni che possono confondere la platea ma anche lui stesso. Al G20 tenutosi in Australia, Padoan ha lanciato “Italia in recessione, la crescita dal 2015”. Il Ministro del Tesoro è lui ma è difficile credere che si possa passare dalla recessione alla crescita senza passare almeno da una stabilizzazione, tanto più che dallo scorso G20 la situazione è andata a peggiorare a livello internazionale. Detta così sembrava un annuncio pieno di ottimismo ma ecco che per spiegare la situazione del nostro paese alla platea internazionale Padoan ha fatto una predizione leggermente più mitigata : “Tecnicamente, siamo ancora in recessione, a causa della crescita negativa, ma questa sta finendo e ci aspettiamo una crescita positiva a partire dal prossimo anno”. Verrebbe tanto da ricordargli che il 2015 inizia tra circa tre mesi. Se siamo in recessione, se la disoccupazione è salita al 12,9% e, secondo l’OCSE scenderà al 12,2% nel 2015, se la disoccupazione giovanile è del 40%, ossia, se siamo in allarme lavoro… come facciamo a riprendere il cammino della crescita in un battito d’ali ? Forse si tratta anche della sindrome del Presidente francese Hollande che era riuscito ad annunciare un fine ottobre che avrebbe invertito la curva della disoccupazione entro fine anno. Quale anno non ricordo, tanto nessuno gli credette. Per tornare in Italia, le dichiarazioni di Padoan al G20 suonano un po’ patetiche ma si è salvato lanciando un anatema : "L’Europa cresce meno nel Mondo. L’Italia cresce meno in Europa". Bene se è sempre valido il principio che le predizioni vanno interpretate possiamo chiederci come è possibile che l’Italia ritrovi la crescita se è circondata da paesi che si trovano negli stessi guai. Vivremo fra di noi passando al baratto ?
Certo è che anche l’OCSE non è male in materia di annunci…il suo Segretario di Cairns ha comunicato che nel 2017 i 40 paesi useranno “il pugno di ferro” contro l’evasione fiscale in base ad un piano a livello mondiale. I tempi non sono certo quelli dell’urgenza ma sembra che i vertici proprio non si accorgano che la gente, italiani, ma anche francesi, spagnoli, greci e via dicendo non arrivano a fine mese e che la precarietà, la povertà sono le uniche realtà in crescita. Si sono accorti questi signori che ormai basta un piccolo intoppo nella vita anche di chi ha sempre fatto parte della classe media per scivolare sino alla porta dei servizi sociali e trovarsi sullo zerbino del ballatoio con i sigilli alla porta di casa per mancato pagamento dell’affitto ?
Questa è la mera realtà signori, forse una delle dichiarazioni meno vergognose è quella del Ministro del Tesoro americano Jack Lew, che senza troppi allarmismi ha comunque detto la verità : “La crescita globale è insufficiente, occorre fare di più per favorire la ripresa mondiale”.
La cura
L’unica cura esistente alla sindrome della Sibilla Cumana è quello dello Shock. Bisogna portare i predicatori economici fra la gente e far loro provare la vera vita, quella dei cittadini normali. La vera vita che non può migliorare con annunci strampalati a breve o lungo termine che sentiamo da anni in looping, senza speranza. Sembra che il contagio abbia ormai colpito tutta la classe politica ed i vertici economici italiani e mondiali. Difficile fermarlo. Tanto più che sono capaci solo di mettere un semaforo quando non ce n’è più bisogno. Le decisioni economiche hanno gli stessi tempi di quelle geopolitiche. Conteremo contemporaneamente i morti in Siria e gli europei che non hanno più nulla da mangiare se non fanno ricorso alle associazioni.
Purtroppo questa sembra la sola predizione un po’ credibile, sperando che non si avveri.

mercredi 15 octobre 2014, par Luisa Pace