FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Opinions > Andata semplice Ritorno complicato > La sospirata connessione

La sospirata connessione

“Sarà capitato anche a voi”, canticchiava il motivetto della Carrà di tanti anni fa e io mi chiedo se anche a voi è successo di avere la ventura di voler consultare la posta elettronica da un computer fuori casa.

Premetto che in Italia la connessione Intenet è ancora all’epoca della pietra anzi del Giurassico, visto che gli italiani non hanno ancora deciso di attivare la banda larga ovunque, che per ottenenre Internet, telefono e televisone in illimitato costa il doppio che in Francia, che la chiave per connettersi via cellulare funziona solo in negozio e che in varie parti dell’Italia del centro-sud la rete telefonica mobile è per alcuni operatori un optional assoluto.
Permesso questo auguratevi di non dover mai passare da un posto pubblico. Perché ? Forse non lo sapete ma per consultare una mail o leggere focus.in sullo schermo del computer pubblico dovete superare la prova del nove alias avere con voi il documento. Eh sì, miei cari, in fondo noi terroristi moderni dobbiamo mostrare il documento, che viene diligentemente fotocopiato, così nelle questure italiane - che notoriamente non hanno niente di meglio da fare - si sa chi si connette.
Ora magari voi state in spiaggia e vi viene un pensiero curioso : vorrei vedere chi ha scritto che nel vostro stabilimento c’è un sistema wi-fi con connessione libera. Ma libera da cosa ? dico io. Forse dall’esibizione del documento, ma non dal pagamento… idem in albergo.
Nella civilissima Milano connettersi ad internet costa in albergo (e non al Four Seasons) ben 5 euro per 20 minuti, la connessione wi-fi è gratis solo i primi 10 minuti.
Il cellulare in alcuni posti è tutt’altro che scontato. Mi sono trovata quest’estate in un delizioso paesino della Toscana, un borgo antico con le case in pietra, stradine lastricate, belvedere sulle colline toscane, la chiesetta medioevale… un’oasi di pace. Solo che, chi ha un figlio in viaggio con gli amici, l’altro in colonia, una tesi da consegnare e gli orari da concordare per l’anno scolastico successivo, si sente tagliato fuori da tutto. Sì perché che non ci sia internet, passi ancora, ma che il cellulare non abbia campo ci taglia veramente l’ultima risorsa per comunicare. E non ero l’unica a giudicare da una scena quotidiana che ho ritrovato anche nel film “La Passione”, di Mazzacurati : nell’unico punto, in cima alla collina, in cui i telefoni avevano campo, c’era una fila continua di gente che aspettava il proprio turno per accedere a quel metro quadro di comunione con il mondo. Come ai tempi delle vecchie cabine telefoniche (ormai estinte in Italia) vari cartelli avvertivano il comunicatore frustrato : “Telefonate brevi, per favore”, “Lasciate il posto anche ad altri”. E va grassa che il metro quadro di libertà si trovi in collina e sia protetto da alberi centenari. Quando questo succede – come succede – nel paesino sperduto della Puglia (per citare un solo esempio dalla mia lunga esperienza di comunicazioni transalpine), con 40° all’ombra e chissà quanti sotto il sole cocente in cui si trova il malefico quadratino, la telefonata può costare anche alla salute : nonostante il baracchino di granite e bibite fresche, opportunamente situato nelle vicinanze della fila, cappelli e ventagli, non sono rari gli svenimenti. Resta sempre la soluzione di chiamare la sera…
Direte voi : non si può farne a meno ? Io forse sì, ma da un punto di vista dell’offerta turistica ci pensate a quanto stiamo indietro ? Quanti turisti si perdono ogni anno ? La gente è ormai abituata a trovare indirizzi, a prenotare alberghi a fare tutto via internet. Per chi lavora (anche se ormai sono rimasti in pochi) è finita l’epoca di prendersi un mese di vacanze e “staccare la spina”. Innanzitutto nessuno può più permettersi un mese di vacanze, e poi al lavoro non c’è più chi può mandare avanti le cose al nostro posto (la mannaia dei tagli fa si che non ci siano più le figure sostitutive) quindi qualche cosa urgente capita sempre. Eppure pare che sia più importante la televisione, che questi “gadget” tecnologici. Quella, la televisione, la si vede anche nelle terrazze delle case di vacanza, non si sa mai che ci si perda l’ultimo gossip o le cosce della velina di turno !

jeudi 30 décembre 2010, par Tiziana Jacoponi