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Speciale Mostra di Venezia a cura di Margherita Teodori e Guseppe Delauri

“La trattativa” di Sabina Guzzanti : un gesto di impegno civile

“Siamo un gruppo di lavoratori dello spettacolo, e poiché ci hanno privati dell’Agenda rossa di Paolo Borsellino, abbiamo dovuto lavorare di fantasia”.
Esordisce così Sabina Guzzanti nel suo ultimo lavoro, alludendo alla misteriosa scomparsa dell’Agenda in cui il magistrato Borsellino appuntava tutte le sue indagini, ritrovata in seguito all’esplosione in via D’Amelio e poi
magicamente dispersa.
“È questo episodio” - dice la comica - “che ha scandito quella che sarà d’ora in avanti riconosciuta come la trattativa, ed è con questo episodio che abbiamo sancito la fine della democrazia ed abbiamo aperto le porte alla corruzione”.


Il film - ahimè fuori concorso - scritto e diretto (e interpretato, con Ninni Bruschetta) da Sabina Guzzanti, è stato accolto a “La 71. Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia” con un caldo applauso.
“La trattativa” - così è stato intitolato l’ultimo lavoro della Guzzanti - ripercorre i nebulosi cont(r)atti Stato-Mafia, le inchieste delle procure di Palermo e Caltanissetta sui rapporti tra le autorità statali e Cosa Nostra, l’omicidio di Salvo Lima, le stragi di Capaci e via D’Amelio, passando per il maxi processo fino ad arrivare al 1994 quando “con l’arrivo di Silvio Berlusconi, Cosa Nostra si sarebbe sentita rassicurata e avrebbe dunque deciso di accantonare le armi”, quelle da fuoco, si intende.
Il brillante operato della Guzzanti, intrapreso 4 anni fa con un finanziamento ministeriale chiesto ma negato, si avvale (anche) di testimonianze documentali dei processi e dei collaboratori di giustizia “pentiti”, e smaschera la trattativa tra Stato e Mafia per cui sono stati rinviati a giudizio Mancino, Mannino, Dell’Utri, Cinà, Mari Subranni e De Donno, accanto ai boss Riina, Provenzano e Bagarella, tutt’ora in corso.
Documentando una rappresentazione teatrale che ricostruisce cronologicamente fatti ormai noti con immagini di repertorio, interviste vere e fatti interpretati da attori, Sabina si ingrazia la Stampa e definisce il suo lavoro “un gesto di impegno civile”.
“Nell’apprendere certe cose e nell’approfondire queste questioni ho avuto momenti di paura e di depressione –

mercredi 15 octobre 2014, par Margherita Teodori