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Le squadre delle associazioni

Alcune associazioni hanno le loro squadre, che partecipano a tornei locali e regionali. Solo nella città di Rennes, in Bretagna, ce ne sono ben due, così come lo Juve Club Essonne ha abbastanza giocatori per comporre 2-3 squadre, secondo il bisogno.
A Saint Michel sur Orge, oltre alle 2 squadre bianconere, ce n’erano 3, cui andava ad aggiungersi l’APPIA, impresa italiana dell’Essonne i cui giocatori ci hanno guardato estrefatti da questa catalogazione nelle squadre italiane: “Ma no, è stata ricomprata da un francese, non c’è nessuno italiano qui”, ci dice un giocatore per niente italiano ma neanche tanto francese. “Ma vi danno come italiani. E la maglia che portate?” insistiamo. “Fa lo stesso, la maglia ce l’hanno data, noi siamo qui per giocare”.
Tra gli italiani veraci, Dolce Italia, équipe dell’Associazione omonima di Sens (Yonne), erroneamente localizzata ad Auxerre dai commentatori perché forse faceva più calcistico. In campo anche il presidente Mario De Marco, la squadra si è classificata 15a.
Poi Parma e Piacenza, parecchi giovani, o quasi poiché il regolamento prevede che abbiano almeno 35 anni visto che è un torneo di veterani. Anche loro provengono da un’associazione, l’ASPAPI (Association Parme et Plaisance), la cui presidente, pur non essendo in campo (l’unica donna in campo comunque era un’arbitressa piuttosto fischiata), sostiene le iniziative dei giovani. Sono una quindicina, si trovano tutte le domeniche allo parco di Tremblay a Champigny per giocare, partecipano persino ad un campionato italiano nella loro regione, a Ferriere, provincia di Piacenza. Sono tifosi? Di che squadra? Parma? Piacenza? “Qui siamo italiani, tifiamo per tutte le squadre italiane, poi ovvio che in Italia è diverso”, dice Stéphane Toni. Si sono classificati al 10° posto, risultato dignitoso considerato che cercano di “dare una bella immagine dell’Italia attraverso il loro comportamento in campo, invece che attraverso i risultati”, come dice scaramantico Stéphane che chiosa: “Comunque abbiamo sempre evitato l’ultimo posto”.
Ed infine gli Amici di Gallinaro, altra associazione basata a Vigneux, in Essonne, poco lontano da Saint Michel sur Orge. Il presidente, Amerigo Apruzzese, è in campo (poco), anche suo figlio (tanto), ma mi spiega che non si trovano mai per giocare. Partecipano solo “per amicizia” nei confronti di Pascal Di Placedo. E meno male, perché da amatori quali sono sono arrivati in finale che hanno perso 2-1 contro il Paris 19ème solidaire.
I bianconeri invece quest’anno si sono classificati al 5° posto (Juve 1), all’8° (Mammamia) e al 14° (Juve 2). Faranno meglio l’anno prossimo, intanto festeggiano il 30° scudetto della Signora di Torino, che è ben più importante.

mercoledì 27 giugno 2012, di Patrizia Molteni