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Leggera come una piuma

Le vacanze son finite, la crisi infuria, il pan ci manca… l’ora è dunque abbastanza grave per non doverla aggravare ulteriormente affrontando argomenti carichi di conseguenze. Restiamo sul leggero, scegliendo un soggetto che è leggero come una piuma.
La Francia può dunque vantarsi di aver finalmente eretto una statua dedicata alle migliaia di donne italiane che sono venute a lavorare per far grande questo magnifico Paese. La statua si trova sul comune di Nogent-sur-Marne e rappresenta una plumassière, cioè un operaia che lavora le piume, attività molto sviluppata da quelle parti, quando ancora c’era lavoro.
Problema: la statua sembra avere le fattezze della Signora Carla Bruni Sarkozy (se guardate le foto vi accorgerete soprattuto che la scultura è proprio bruttina, ma insomma…), la quale, l’ultima volta che ha fatto un lavoro manuale in vita sua, ha cambiato la corda del mi cantino della sua chitarrina, che le si era rotta tra le dita (la corda, non la chitarrina!).
Se si voleva scegliere un sembiante celebre, senza dubbio Sophia Loren, Claudia Cardinale o Silvana Mangano (che immortalò le mondine in «Riso amaro») l’avrebbero meritato di più, e magari qualcuno le avrebbe pure riconosciute, anche tra qualche anno, il ché non è proprio certo per la signora Sarkozy 3 (serie in corso).
Allora, perché lei? Certo, il leccaculismo è un difetto estremamente diffuso tra gli scultori della domenica ed i sindaci UMP, ma io avanzo un’altra ipotesi: non si può certo dire che il termine plumassière sia tra più diffusi e conosciuti della lingua francese, ne converrete con me. Allora, può darsi che gli interessati, quando hanno scelto Carla Bruni, abbiano pensato piuttosto à una plumardière… che forse è un neologismo, ma che mi pare assai facilmente comprensibile.

martedì 16 ottobre 2012, di Franco Lombardi