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Les enfants de Mussolini

Littérature, livres, lectures d’enfance et de jeunesse sous le fascisme

Per capire meglio il perché dei ripetuti attacchi alla scuola e alla libertà di insegnamento dei docenti, per cercare di spiegare come mai divampa la polemica sui libri di storia, la lettura di questo pregevole saggio, che si legge come un romanzo, sull’educazione del giovane fascista, è un ottimo strumento. Se oggi ci chiediamo come abbia fatto Berlusconi a modellare il nostro immaginario e a rendere gli italiani anestetizzati di fronte ai continui e ripetuti attacchi contro le fondamenta dello stato, ebbene il libro di Mariella Colin offre un originale punto di vista. La minuta e rigorosissima documentazione impreziosita da un imponente apparato iconografico della Colin ci trascina dentro all’universo fascista mostrandoci attraverso quali meccanismi il regime mussoliniano avesse voluto abituare sin dall’infanzia i ragazzi alla mitologia fascista del super eroe. Prendendo come data di partenza per quest’operazione la fine della prima guerra mondiale, l’autrice del saggio ci fa viaggiare all’interno dell’abbondante produzione letteraria infantile mostrandoci come, a fronte del progetto educativo fascista di rendere l’istruzione popolare, s’era aggiunta l’introduzione del libro di testo obbligatorio e unico ma anche come nel contempo in questo programma totale fossero rimaste infiltrate voci dissonanti come Il corriere dei piccoli o la collana della Scala d’oro. La Colin sottolinea inoltre il ruolo giocato dal fumetto che rimane una porta aperta verso la novità e verso una forma espressiva più libera e meno condizionata. Con un linguaggio limpido e di impatto diretto sul lettore, l’autrice spiega con dovizia di particolari e di citazioni come Mussolini intuì che il suo potere sarebbe stato fortissimo se fosse riuscito a convincere le masse fin dall’infanzia. Il duce, che era stato maestro elementare, cosa fa ? Allarga il diritto allo studio, riforma la scuola, “modernizza” l’insegnamento e lo rende accessibile a tutti facendo leva sui sentimenti di eroismo e di forza dell’eroe fascista che senza macchia e senza paura sconfigge il nemico rosso. Non a caso la Colin cita (tra i tanti testi) la riscrittura di Pinocchio, del defunto Collodi in Pinocchio fascista ad opera di Petrai o Piccolo mondo fascista di Marga. L’immaginario del giovin fascista si nutre di eroi che superano prove terribili confrontati al lassismo dei “rossi” rivoluzionari e incoscienti poco consapevoli del bisogno d’ordine e di rispetto degli ideali della patria e anche qui gli eroi si moltiplicano in una serie di romanzi che l’autrice del saggio definisce de la Renaissance ovvero del Bildungsroman o romanzo di formazione fascista. La Colin ricorda la ripetitività di queste storie che insistono accortamente sulla specchiata lealtà dei fascisti, uomini veri e duri che non piangono, si immolano per la patria, esaltano il valore della famiglia fascista che fa figli, tutti eroi di guerra non capiti dalla volgar plebe bolscevica, come ad esempio Giacomino l’eroe del Piccolo alpino di Salvator Gotta o Elio Vezzani protagonista di L’ombra sulla strada di Olga Visentini.
Nella conclusione, l’autrice sottolinea il bisogno del fascismo di asservire il popolo attraverso la seduzione e l’indottrinamento ed è per questa ragione che conta insistere sull’infanzia e sull’immaginario da creare o da « ammobiliare » secondo i canoni fascisti. A noi in conclusione verrebbe da dire citando la settimana enigmistica : questo programma o questo progetto chi ci ricorda ?
Buona lettura

Les enfants de Mussolini
Littérature, livres, lectures d’enfance et de jeunesse sous le fascisme
di Mariella Colin
Presses Universitaires de Caen, novembre 2010.

dimanche 12 juin 2011, par Tiziana Jacoponi