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Lettera agli italiani

Cari amici, per questa volta prendo un po’ di vacanze dalla mia Parola Libera. Non perché sia più stanco del solito, ma perché per una volta ho trovato qualcuno che ha saputo esprimere, meglio di quanto avrei potuto fare, il mio attuale punto di vista sull’Italia.
Eccovi dunque qualche estratto della lettera aperta che Pier Luigi Celli, direttore generale della Libera Università Internazionale degli Studi Sociali, ha indirizzato a suo figlio, che si laurea.

“Figlio mio (…) questo Paese, il tuo Paese, non è più un posto in cui sia possibile stare con orgoglio. (…)
Ecco, guardati attorno. Quello che puoi vedere è (…) una Società divisa, rissosa, fortemente individualista, pronta a svendere i minimi valori di solidarietà e di onestà, in cambio di un riconoscimento degli interessi personali, di prebende discutibili; di carriere feroci fatte su meriti inesistenti. A meno che non sia un merito l’affiliazione, politica, di clan, familistica: poco fa la differenza.
Questo è un Paese in cui, se ti va bene, comincerai guadagnando un decimo di un portaborse qualunque; un centesimo di una velina o di un tronista; forse poco più di un millesimo di un grande manager che ha all’attivo disavventure e fallimenti che non pagherà mai. (…)
Per questo, col cuore che soffre più che mai, il mio consiglio è che tu, finiti i tuoi studi, prenda la strada dell’estero. (…)
Dammi retta, questo è un Paese che non ti merita. Avremmo voluto che fosse diverso e abbiamo fallito. Anche noi.”

venerdì 2 aprile 2010, di Franco Lombardi