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Grazie Consolo!

Il 21 gennaio si è spento a Milano uno dei più grandi lumi della letteratura italiana, Vincenzo Consolo. Spessissimo in Francia, faceva sempre un salto alla Tour de Babel, dove, pur essendo di casa, entrava immancabilmente chiedendo permesso e scusandosi per il disturbo. Un gran signore siciliano che ha scritto alcuni dei grandi capolavori del secolo appena passato, ma che sosteneva, attraverso articoli, interviste e messaggi di auguri anche quel minuscolo giornale che è Focus in. In omaggio A Vincenzo Consolo, pubblichiamo una lettera del suo amico Fortunato e un’intervista rilasciatami nel 2002.

Vincenzo Consolo

Lettera ad un amico scomparso

Caro Vincenzo, ti mando queste quattro righe per cercare di spiegarti il perché non ho voluto/potuto scrivere l’articolo che la pur gentilissima Patrizia mi aveva chiesto per la sua rivista. Forse troppo aperta è ancora la ferita per la tua scomparsa. Forse è ancora troppo vivo il ricordo dei nostri incontri a Parigi (città che ti piaceva molto e in cui avresti voluto venire ad abitare), dei nostri incontri nella nostra amatissima e odiatissima Sicilia. Forse è ancora troppo vivo il ricordo delle nostre chiacchierate, delle nostre risate, delle tue collere contro questo mondo imbarbarito, dei tuoi entusiasmi per la generosità, l’onestà degli uomini. E poi, Vincenzo, c’ho da fare. Ho i tuoi libri da vendere. Non ci sono proprio riuscito, e mi dispiace, a convincerti che tu un pubblico di lettori ce l’hai ed è numeroso. Tu dicevi sempre che i tuoi libri sono difficili da capire e io sempre ti rispondevo che non è vero, che l’unica cosa difficile da capire, da condividere, è la stupidità.

Un abbraccio forte, tuo Fortunato

Omaggio a Vincenzo Consolo dell’Istituto Italiano di cultura di Parigi

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sabato 21 gennaio 2012, di Patrizia Molteni