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Libere: se non ora quando?

In scena a Parigi il 30 novembre, Libere, di Cristina Comencini. Traduzione e adattamento di Tiziana Jacoponi, che co-cura anche la regia con Patrizia Horvath. Con Jacqueline Spaccini e Fabiana Spoletini. Focus in sostiene l’iniziativa.

Il 2 luglio 2010 al Teatro dell’Orologio di Roma va in scena l’atto unico di Cristina Comencini “Libere” con la regia di sua sorella Francesca. Lo intepretano Lunetta Savino e Isabella Aragonese.
“Libere” è il dialogo tra due donne di due generazioni diverse sui temi del femminile, della maternità e del lavoro, affrontati come uno scambio di vedute tra due donne nella sala d’attesa del ginecologo. Alla rappresentazione, che registra il tutto esaurito, segue un dibattito animatissimo. Con questo testo Cristina Comencini lega il suo ruolo di scrittrice-regista alla causa delle donne e si mette in prima linea per rilanciare il dibattito sulla condizione della donna in Italia.
Cristina Comencini ha fatto della donna e della sua difficoltà a conciliare l’essere donna e madre uno dei temi portanti della sua produzione, ma è la prima volta che si espone in prima linea con un testo che diventa un manifesto politico del movimento “Di nuovo”, uno dei promotori e degli organizzatori della grande manifestazione del 13 febbraio 2011.
La manifestazione ha portato in piazza le donne e le ha viste unirsi, incontrarsi, dibattere e progettare. Ne sono seguiti gli stati generali a Siena in luglio e, di recente, la costruzione della “rete delle reti” e l’attuazione di un tavolo di trattative con il governo e le istituzioni locali.
Ad un anno da questa manifestazione sono attivi in Italia ben 138 comitati territoriali e un comitato direttivo. Non mancano le iniziative, gli incontri e i dibattiti. La forza di questo movimento nasce dalla trasversalità e dalla non appartenenza ad un partito politico. A questa enorme e sentita partecipazione ha contribuito anche lo spettacolo “Libere” che per volontà di Cristina Comencini è un testo libero, a disposizione di chiunque voglia rappresentarlo purché lo spettacolo sia gratuito e sia seguito da un dibattito.
E allora mi sono detta: perché non provare a farlo in Francia? Ho contattato Cristina Comencini, le ho chiesto l’autorizzazione e lei ha accettato con entusiasmo. I legami con la Francia sono ancora molto forti e la nipote, Tay Calenda, abita a Parigi.
Focus in da sempre partenr stampa di tutte le iniziative volte alla diffusione della cultura italiana non ci ha lasciate da sole e si sta occupando della diffusione mediatica dell’avvenimento.
Quello che caratterizza questa versione di “Libere” in Francia è, credo, la sua volontà di dar voce alla “donna qualunque”. Le registe (Patrizia Horvath e Tiziana Jacoponi) hanno deliberatamente evitato di proporre le parti a delle attrici di chiara fama. Quelle scelte sono delle attrici brave e determinate (Jacqueline Spaccini e Fabiana Spoletini) ma sicuramente poco note al grande pubblico. Offrono quindi la possibilità di vedere in scena delle donne normali, che vivono per una sera un momento magico e irripetibile - quello dell’incontro con il pubblico - e con tante storie di donne diverse, che ognuna di noi vive quotidianamente quando corre per tenere dietro a tutto. In questo caso quindi non sarà come ascoltare tale o tal’altra Diva interpretare un ruolo, ma piuttosto come ascoltare le donne, nel loro insieme corale ed unico.
Cristina Comencini ha commentato “ il bello di ‘Libere’ è che è libero: ognuna lo interpreta come vuole e ogni volta le reazioni sono diverse ma è un testo che segue la sua strada e ne apre di nuove”.

VENERDI 30 NOVEMBRE - ORE 20
Lycée Henri-IV

23 rue Clovis
Paris 5e

prevendita al Liceo au lycée
il 20 e 27 novembre dalle 13 alle 14, il 24 novembre dalle 12 alle 13: chiedere di madame Mendolicchio
Il 30 novembre vendita dalle ore 19.

Fiche tehcnique:
Mise en scène de Tiziana Jacoponi et Patrizia Horvath
Coaching par Christine Robin
Avec Jacqueline Spaccini et Fabiana Spoletini
Son et lumière par Patrizia Horvath
Costumes de la compagnie Nuage 23
Traduit de l’italien par Tiziana Jacoponi

martedì 28 febbraio 2012, di Tiziana Jacoponi