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Liceo italiano: palestra di vita ... in comune

Quasi completati i lavori alla scuola e al liceo italiano Leonardo da Vinci di Parigi, in gran parte finanziati dal galà del Consolato (cf. focus in n° 11), organizzato in collaborazione con l’Associazione DIRE (Donne Italiane Rete Estera) e l’Associazione dei Genitori (AGE).

I genitori ci avevano provato a far da soli, così ci racconta Paola Pulpito dell’AGE, ma si sono subito resi conto che non bastava una mano di bianco e olio di gomito, e che al limite avrebbero fatto peggio. Tra l’altro la necessaria messa a norma dei vetusti locali rendeva sempre più urgenti i lavori. Progettata dall’Architetto Giuseppe Giglia, la ristrutturazione è stata eseguita durante l’estate con una rapidità d’esecuzione più unica che rara, grazie anche alla determinazione dell’allora preside Liliana Padoan e del tuttora provveditore agli studi, il console Luca Maestripieri: palestra e sala informatica alla scuola elementare rue de Villars, bagni e altri lavori al Liceo della rue Sédillot.
Sui 63.274,55€ necessari 57.120,29€ sono stati raccolti con la sola serata al Consolato, grazie alla partecipazione di importanti sponsor e del pubblico e del lavoro di squadra che ha visto impegnate le donne (sì diciamolo, sono state loro). Una prova dell’attaccamento alla scuola da parte di tutta la comunità italiana. Anche chi non ha né ha avuto figli alla Leonardo da Vinci, si è unito senza esitare al coro del « salviamo la scuola », quasi fosse l’intera nozione di istruzione pubblica a dover essere salvaguardata o addirittura le vestigia di un’identità italiana in Francia in via di estinzione.
Adattata al sistema francese, cioè 4 anni invece di 5 (non illudetevi, il programma è quello quinquennale) e con la possibilità di superare la doppia maturità, italiana e francese (l’Esabac), che produrrà i primi doppio-diplomati nel 2013, la Leonardo Da Vinci è un acceleratore d’integrazione per italiani all’estero. «Nonostante la rotazione costante del personale docente e dei dirigenti scolastici, qui i ragazzi sentono una continuità affettiva nella modalità di accoglienza», dice il preside, Aurelio Alaimo, arrivato da un paio di mesi. «Trovano a scuola le amicizie; è completamente diverso dalle dinamiche di gruppo che ci possono essere in Italia», continua il preside, «anche perché non ha le dimensioni delle scuole italiane : abbiamo al massimo 400 studenti contro i quasi mille di un istituto comprensivo italiano».
Alaimo, così come avevano detto anche le donne del DIRE, Ilaria Zilioli in primis, parla di «cemento» e di «cementare» la vita sociale italiana in Francia. E guai parlare di gabbia dorata: il fatto che gli studenti vengano da quartieri molto diversi, sparsi nella Parigi intra muros e fuori porta, unito al fatto che frequentano la scuola la mattina, li rende partecipi della vita sociale e culturale parigina.
Anche la scuola italiana all’estero dovrà fare delle economie, sono previsti anche per loro tagli di spesa e già da quest’anno le classi sono più numerose. Diventerà fondamentale il ruolo di associazioni come il DIRE e l’AGE ? «Visto il successo di questa prima iniziativa, avevamo già pensato di trasformarlo in un appuntamento annuale. Dobbiamo ancora definire come, ma ci stiamo lavorando», risponde Paola Pulpito dell’AGE. Ilaria Zilioli, ideatrice e coordinatrice della serata di Gala, continua: «Il ruolo dell’Associazione DIRE e delle donne in generale è stato fondamentale per il successo di questa iniziativa a sostegno della scuola italiana e della cultura che essa rappresenta, che è uno dei valori della nostra associazione. Possiamo considerarci soddisfatte di aver raggiunto l’obiettivo che ci eravo prefisse. Da settembre infatti i bambini della scuola elementare hanno finalmente una palestra nuova. Questo è stato possibile grazie ad un lavoro di squadra straordinario ed al sostegno di coloro che hanno creduto e contribuito a questo evento, a cui va un sincero ringraziamento. Speriamo che esperienze come questa si ripetano in futuro.»

sabato 10 dicembre 2011, di Patrizia Molteni