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jusqu’au 24 aout

Lucio Fontana

Una “breccia” contemporanea nell’arte del XX secolo.

"Il buco è l’inizio di una scultura nello spazio”. “I miei non sono quadri, sono concetti d’arte", così diceva Lucio Fontana (1899-1968) noto al grande pubblico soprattutto come l’artista che tagliava o forava le tele, immortalandovi “lo spazio”.

In realtà, il suo percorso artistico è un continuo “divenire”, un “andare oltre”. La sua espressione anti accademica si manifesta agli esordi in sculture più “formali”, evolvendo poi verso un’essenzialità plastica e filosofica al di là dal genere e della tecnica. D’altronde Fontana è un artista eclettico; può definirsi scultore come pittore, ceramista o mosaicista, talvolta anche architetto (quando progetta e realizza le sue “Ambientazioni”, in collaborazione con vari architetti). Indiscusso protagonista del XX secolo, rivoluzionario e instancabile sperimentatore di linguaggi, Lucio Fontana ha lasciato un segno - uno “squarcio”- indelebile sulla concezione dell’arte, ispirando molte generazioni d’artisti da Piero Manzoni e Yves Klein a oggi.
La sua ricerca espressiva, percependo la crisi delle avanguardie novecentesche, la follia del totalitarismo della seconda guerra mondiale e l’illuminazione della fisica di Einstein, crea una fenomenologia dell’arte che sprigiona un atto "atomico" in un gesto catartico: l’apertura del concetto di spazio.
Fontana realizza delle opere che perturbano i sensi, concependo l’arte come un’attività umana essenziale che attribuisce altrettanta importanza al gesto, all’intenzione creativa che alla produzione materiale. Opere “segnate” eppure oggi senza rughe. Manufatti sensuali, dai colori vibranti, a volte quasi kitsch, eseguiti con una grande libertà.
Oltre quarant’anni dopo la sua scomparsa, l’artista ritorna decisamente attuale nella retrospettiva del Museo d’Arte Moderna di Parigi, realizzata in collaborazione con la Fondazione Lucio Fontana di Milano e curata da Fabrice Hergott, Choghakate Kazarian et Sébastien Gokalp. La mostra evidenzia anche la sua produzione plastica meno conosciuta degli anni Trenta o le sue ceramiche (in maggioranza esposte per la prima volta in Francia). Più di 200 opere tra sculture, tele, disegni, ceramiche e progetti, offrono una visione globale del fondatore dello “Spazialismo”, del suo percorso atipico e dei suoi mutamenti stilistici; oscillando tra il gesto “chirurgico” concettuale, sintetico e l’abbondanza di materie e colori che amoreggiano con il decorativo e l’iconico.
Il percorso espositivo - tra i più completi mai organizzati - copre l’insieme della sua produzione dal 1920 al 1968, attraverso tutti i suoi grandi cicli, dal primitivismo all’astrazione e desidera rendere accessibile l’universo di un artista dalla straordinaria diversità creativa, tanto generoso quanto visionario, per il quale: “le idee non si rifiutano, germinano nella società, poi pensatori e artisti le esprimono”. Se oggi l’arte sussiste “contemporanea” in un magma continuo, lo si deve in parte alla sua speculazione espressiva che ha concesso nuove possibilità e spazi concettuali all’Arte di oggi.

Mostra “LUCIO FONTANA. RÉTROSPECTIVE”
25 aprile - 24 agosto 2014
Musée d’Art Moderne
de la Ville de Paris
11 avenue du Président Wilson
75116 Paris
Info: www.mam.paris.fr

mercoledì 18 giugno 2014, di Gianni Cudazzo