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Le 8/11/2011

Luigi che sempre ti penza

Nell’ambito della manifestazione "Italiens 150 ans d’émigration"

"Luigi che sempre ti penza" è la pièce di Gigi Borruso forse più rappresentata dal 2007 a oggi". Rievoca, fra realtà storica e fantasia, l’esperienza di un contadino siciliano emigrato in Germania negli anni ’60. Le sue vicende e i suoi pensieri sono il frutto di testimonianze raccolte dall’Autore e delle suggestioni di un piccolo nucleo di lettere di emigranti tratte da Entromondo di Antonio Castelli.


Luigi è un Gastarbaiter, un “lavoratore ospite”. Questa definizione divenne in Germania, fra gli anni ’60 e ’70, sinonimo di immigrato italiano e pian piano assunse lo stesso valore dispregiativo che oggi da noi ha la parola extracomunitario. Ma Luigi è un personaggio fantastico, intreccia storie diverse, in modo libero, parla del suo e del nostro tempo. Scrive l’Autore: “Ho immaginato lo sguardo di quest’uomo, la percezione di sé in terra straniera. L’ho immaginato nella baracca del cantiere in Germania, intento a rimembrare a voce alta i sogni della notte trascorsa, a scrivere alla sua famiglia, impegnato inconsapevolmente a definire un’identità messa in crisi dalla paradossale condizione che sperimenta ogni emigrante… Da alcuni anni lavoro a un teatro che tenta di coniugare la consapevolezza etica con lo stupore fantastico e mitico. Accostandomi a un tema di attualità, per certi versi abusato, come quello dei migranti, ho lavorato ad una dimensione quasi fiabesca. Provando a ricreare un linguaggio, quale quello suggerito dalle lettere dei nostri emigranti, asciutto e straniato rispetto alle norme della lingua, concreto e polivoco a un tempo... Luigi gioca con il teatro, tenta di far luce sulla sua e sulla nostra esistenza. Il suo cammino in sette movimenti è pensato come progressivo svelamento interiore. Ci racconta dell’infinita migrazione di ogni uomo all’interno del suo animo, della sopravvivenza della speranza nella più struggente coscienza della perdita”. Lo spettacolo nel 2010 si è arricchito di un epilogo che ci riconduce al presente. Qui Luigi, oggi più che ottantenne, ripercorre in controluce la propria esperienza dialogando con i migranti del nostro tempo, i “nostri” immigrati. Fra questi c’è Jasmina, una donna forse dell’Est, incontrata per caso su un treno. Il breve tragitto fatto insieme sarà anche un viaggio sonoro fra i canti delle diverse sponde del Mediterraneo. Storie diverse si confrontano, portandoci avanti e indietro nel tempo, alla ricerca del senso della parola straniero.

Le 8/11/2011 à partir de 18h
Consulat Général d’Italie

5, Bd Emile Augier
75016 Paris

mercoledì 26 ottobre 2011