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Magia bianca, vita e opere di Cicciobello R.

Appaiono a volte, troppo raramente, nella storia dell’umanità dei fenomeni del genere, dei predestinati, dei superdotati precocissimi, il cui cammino verso la gloria imperitura è tracciato fin dalla più tenera età. Matteo Renzi è certamente uno di questi, un misto di Mozart e di Alberto Sordi (a cui del resto somiglia moltissimo, andate a rivedere « Un americano a Roma »).
Fin da bambino Cicciobello (i suoi compagni di scuola, invidiosi, lo chiamavano così per via del doppio mento, che aveva sviluppato precocemente, come tutto il resto) riusciva a risolvere il cubo di Kubrik nel tempo che agli altri ci voleva per aprire una merendina Kinder. Per dire la verità, non lo risolveva, lo faceva credere, perché il suo talento è proprio questo : l’illusionismo (ufficialmente, le sue biografie dicono che lavorava nel marketing, che fa più figo).
Guardate la sua carriera politica, non tiene forse del miracoloso? Dopo un misterioso incontro con l’Innominato nel suo covo d’Arcore (dicembre 2010), dove il Vecchio Delinquente gli ha certamente svelato tutti i segreti della prestidigitazione a fini di lucro (volgarmente detta arte del borseggio), Cicciobello comincia ad avere delle visioni sul suo futuro luminoso e attraversa l’Italia in camper, seguito da un pugno di fedeli suore converse, come fa anche l’antipapa Gregorio XVIII (anche questo è vero, andata a controllare, se non ci credete), proclamando che è capace di far sparire la vecchia classe politica.
In realtà, il mago Cicciobello comincia a praticare con successo, come David Copperfield, l’ipnosi di massa, il cui uso (ed abuso) gli permetterà ben presto d’addormentare prima gli elettori del PD, poi i suoi membri ed i suoi parlamentari.
Per portare a termine il suo piano, non gli resta più che ipnotizzare un vecchietto di quasi 90 anni, il ché non è poi un grande exploit, come diranno i suoi detrattori e farsi nominare Primo Ministro, senza doversi neanche sporcare le mani alle urne.
Ma il Nostro mira molto più alto e riesce rapidamente a compiere quello che si può considerare, fino ad oggi, il suo capolavoro. Ispirandosi senza dubbio ad un celebre numero della coppia Gesù e Lazzaro, Cicciobello riesce a richiamare in vita nientemeno che il Delinquenton (spiacente, ma non lo si può più chiamare Cavaliere…), che era politicamente morto già da qualche mese.
Sull’ala di questo successo, e delle unanimi lodi internazionali, il mago dei rottami si appresta ora a far sparire con un colpo di bacchetta magica un Senato ed un centinaio di Provincie e dunque, accessoriamente, qualche pezzo della Costituzione della Repubblica, ma chissenefrega , come direbbero le massaie ed i conduttori di SUV, che in effetti applaudono estasiati.
Ma io, che sono uno scettico inguaribile, ho una sfida da lanciare a Cicciobello : se è davvero forte come dice, perché non prova a far riapparire un po’ di democrazia, in Italia ? Questa sì che sarebbe magia !

martedì 6 maggio 2014, di Franco Lombardi