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Malika Ayane : la promessa del soul italiano

Venticinque anni, una figlia di quattro con il fidanzato italiano e il primo concerto a Parigi a dicembre del 2009. Un solo album all’attivo ma grandi progetti per il futuro e una biglietto da visita firmato Paolo Conte che promette scintille. È Malika l’ultima promessa della soul firmata Italia.

Malika AyaneUna prima assoluta, il concerto nella sala del China, nel dodicesimo arrondissement della capitale francese, che si suona a porte aperte per attirare senza indugi un nuovo pubblico, per aprire una strada che si augura sarà lunga e prosperosa per quest’artista che nello spirito delle piccole perle spesso scovate da Focus In fa dell’internazionalità e della multi etnicità uno dei punti di forza maggiori.
Malika Ayane nasce a Milano da padre marocchino e madre italiana e intreccia alla passione per la musica la sua formazione che comincia nella prima adolescenza, nel 1995 all’Accademia Giuseppe Verdi con lo studio del violoncello. Parla perfettamente inglese, italiano e francese e chissà, forse anche la lingua paterna.
Capelli corti nerissimi, leggere movenze sul palco e il seguito immediato del pubblico che fatica a stare fermo, balla e tiene il tempo battendo le mani, una vivacità sfrenata tipica di coloro che inseguono un sogno e hanno la sensazione di stare riuscendo in questa magica impresa. Malika lancia ai giovani indizi semplici sul suo successo, consiglia l’amore, sceglie colori vivaci e accesi e abiti eccentrici ma capisce anche l’importanza della semplicità : jeans, tacco alto e una giacca elegante per essere pronti in ogni contesto. E questo suo modo di vivere e riflettere trova largo spazio nella sua musica che attira tutte le attenzioni, lasciandosi cantare, con ritmi leggeri dalle sfumature soul, sui quali si imprime una voce calda e versatile, vero punto di forza dell’artista italiana. Con titoli in francese, inglese e nella nostra madrelingua, sui quali spicca un lieve accento sicuramente forzato per caratterizzare le velleità internazionali dell’artista, il primo album omonimo di Malika Ayane troverà ampi consensi tra diverse razze e generazioni di ascoltatori. Ideale per accompagnare il pomeriggio di sogni e fantasie di una ragazzina innamorata così come per fare da sottofondo a una cena natalizia tra amici o per scandire il ritmo delle pulizie pre-vacanziere ! Un primo lavoro che promette bene e lascia spazio a una maturazione che, lo auspicano in molti, aprirà le scene internazionali alla giovane italiana.
Malika AyaneDel resto il sostegno e le collaborazioni che supportano la Ayane sono di tutto rispetto e la voglia di superare i cliché che spesso si abbattono sugli artisti di casa nostra relegandoli a cantori dell’amore da camera, senza grandi sbocchi sui generi alternativi della scena internazionale, si fa subito sentire. Caterina Caselli in primis figura tra i nomi di spicco a cui la giovane artista deve il proprio successo fatto di numeri uno in classifica e innumerevoli passaggi sulle antenne italiane, specie con il singolo “Feeling Better”. La Caselli, sedotta immediatamente dal potenziale di Malika, dalla sua freschezza e vivacità decide infatti di produrre il primo album insieme all’etichetta Sugar (grande firma indipendente della musica italiana) che lei rappresenta. L’opera viene subito valorizzata grazie alle firme di Paolo Conte che, paragonando la voce della Ayane al gusto di un’arancia amara, dolce ed aspra ad un tempo, le regala la composizione ‘Fandango’ (traccia 12 dell’album) ; ma anche di compositori, missatori e arrangiatori del calibro di Ferdinando Arnò,Tony Cousins e Tom Elmhirst.
Ispirata da Dylan come da Gainsbourg, Malika si definisce curiosa, appassionata dalla vita e disordinata, poco sportiva e molto golosa. Ama il cinema, come la musica : senza distinzioni di genere particolari e pur preoccupandosi di restare una brava mamma e compagna, come nelle migliori tradizioni italiane, si augura di raggiungere presto il successo sulla scena internazionale. Augurio a cui si associa tutta la nostra solidarietà !

lundi 11 janvier 2010, par Stefano Lazari