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Mangia solidale, mangia abruzzese

Oltre ai danni materiali e psicologici, pochi considerano che l’Abruzzo ha subito anche danni economici molto gravi. Lo denunciano allevatori, coltivatori e piccole imprese ma a parte le iniziative di singole associazioni e privati, i decisionisti fanno orecchie da mercante.

Ventricina del Vastese ©Cuboimages/Leemage Gli allevatori del Cospa Abruzzo lo stanno dicendo da mesi : le loro mucche continuano a produrre latte (e a mangiare) ma non sanno dove venderlo. “E’ arrivato latte che potremmo farci il bagno per i prossimi sei mesi” dicono mentre guardano preoccupati i prodotti rimasti invenduti. Sì perché gli sfollati consumano gli “aiuti” della Protezione civile. E, per giunta, la centrale dell’Aquila è fuori uso, cosa che aumenta il prezzo e i tempi del trattamento. Qualcuno ha anche lanciato l’idea di ristrutturare la centrale facendola diventare abruzzese e non solo provinciale anche perché in tutta la Regione la domanda supera l’offerta. Questo rilancerebbe tra l’altro l’economia locale.
Ci hanno provato ad andare ad offrire latte fresco, ciascuno con una mucca al traino. Niet, è stata la risposta. I prodotti freschi non possono essere consumati e per di più una recente delibera li sottomette a un’asta pubblica settimanale con almeno tre ditte a confronto. Il Cospa protesta : le loro associazioni non ce la faranno mai a competere con i colossi della distribuzione.
Gli sfollati, ma anche gli altri, potrebbero mangiare pane, olio, frutta, verdura, latte, carne, formaggi freschi e a chilometri zero e al tempo stesso aiutare le aziende in difficoltà.
"Il Centro", quotidiano abruzzese il cui direttore ha perso moglie e figli nel terremoto e continua a fare un’eccellente opera d’informazione, ha fatto al governo 10 domande (anche più intelligenti di quelle sulla situazione personale e coniugale del premier). Tra queste segnaliamo la 7 e la 8 relative al consumare locale :
« Perché la Protezione civile non acquista dai produttori locali parte del cibo - latte, latticini, frutta, verdura, carni - distribuito nei campi ? Non è anche questo un modo per far ripartire l’economia terremotata ? »
« Perché la Regione, assessorato all’agricoltura e alle attività produttive, non ha ancora lanciato una campagna di marketing a sostegno dell’acquisto in tutt’Italia di prodotti tipici e specialità aquilane e abruzzesi ? Lo stanno già facendo in tanti, singoli privati e gruppi associati, attraverso il tam tam familiare e amicale o grazie alla rete di internet ».
E se la Protezione civile ha cercato di rispondere, anche in maniera evasiva, alle altre domande (che vertevano invece sulle espropriazioni e la ricostruzione), per queste due domande : silenzio stampa. Si aspetta allora un’ordinanza del consiglio dei Ministri che metta fine ai divieti e dia via alla campagna per un rilancio dei prodotti locali.


Voir en ligne : Il sito del giornale Il Centro

dimanche 7 juin 2009, par Luisa Pace