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Musica e Memoria

L’altro giorno guardavo la mia discoteca, e mi sono reso conto che contiene sei generazioni di strumenti per conservare e riprodurre la musica.
Ho sempre amato la musica. E di conseguenza i dischi. Da piccolo c’erano in casa alcuni 78 giri, che ho ancora e che ho continuato a comprare in tutti i mercatini del mondo. Occupano un metro e mezzo di libreria, pesano circa come me (90 chili), e possono suonare per circa due o tre giorni senza ripetersi mai.
Poi venne il “microsolco’ ! Che meraviglia ! Ascoltare un’opera lirica cambiando il disco solo sei volte ! E la qualità era decisamente migliorata. C’era il problema del fruscio di fondo. Ci abbiamo litigato per anni e anni. C’era persino un sistema svizzero, della Lenco, che faceva suonare i 33 giri coperti da un velo d’acqua per attutire il fruscio. Ma era un po’ scomodo.
Di cassette ne ho poche. La qualità era decisamente inferiore agli LP per una scelta assurda iniziale su una velocità di scorrimento troppo bassa. In realtà poi questa limitazione ha generato uno sviluppo incredibile nella tecnologia dei nastri magnetici.
E poi la rivoluzione digitale : sua maestà il CD. E finalmente basta con il fruscio. E finalmente un disco vecchio suonava come un disco nuovo. E dopo un po’ abbiamo anche imparato a scriverli con quello che volevamo noi. Quando è arrivato l’mp3 abbiamo prodotto dischi che suonavano per 10 ore consecutive ! E sono tuttora l’unico supporto che può durare fino a 30 anni. I DVD sono belli, ma troppo cagionevoli. Parecchi mi hanno abbandonato dopo pochi anni !
Ma quanti punti esclamativi ho usato ?
E adesso ? Un vecchio disco rigido da soli (?!) 80 gigabyte, costato un centinaio di euro sei o sette anni fa, contiene tutta la musica che mi interessa. Più o meno 50 giorni ininterrotti. 24 ore al giorno. E devo confessare che ancora non l’ho sentita tutta. _
In realtà sono due dischi identici, così se se ne rompe uno non perdo tutto. Peserà un etto, ed entra in una tasca.
Non ho nemmeno un iPod, perché non sopporto le cuffie. Altrimenti le generazioni sarebbero sette.
Ma sullo schermo del calcolatore è più facile scegliere quello che mi va di sentire.
E sull’ultimo calcolatore che ho comprato c’era la scelta fra un disco rigido da uno o due teraByte. Uno o due milioni di libri !
Tutto ciò fa parte di una rivoluzione di cui non ci siamo ancora resi ben conto : la memoria infinita.
Abbiamo a disposizione, per la prima volta nella storia, la possibilità di ricordare tutto quello che vogliamo. Un dirigente un po’ pazzo della Microsoft ha deciso di registrare tutta la sua vita. Nessun problema per l’audio, qualche problemino per il video, ma con una webcam a bassa risoluzione nel cappello che registra soltanto quando cambia l’immagine si può fare.
Come diceva Paperon de’ Paperoni, il mondo è cambiato da quando vendevo fisarmoniche ai cosacchi dello zar.

Le unità di misura della memoria digitale
1 Bit è l’unità di base. Vale zero o uno. E basta.
1 Byte (8 bit) permette di ricordare un carattere.
1 MegaByte (MB, un milione di Byte) contiene un romanzo medio, oppure un minuto di musica in formato mp3.
1 GigaByte (Gb, mille MB, un miliardo di Byte) contiene un film di buona qualità.
1 TeraByte (TB, mille GB, mille miliardi di Byte) costa circa 100 euro.
La Library of Congress contiene circa 10 TB di libri.

dimanche 2 janvier 2011, par Luciano Trasatti