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NIA : Now I Am

Le abbiamo viste al Forum delle associazioni, il 13 e 14 giugno scorso, con due flashmob che partivano dalla torre dell’orologio, davanti alla Gare de Lyon, attraversavano danzando tutta la stazione per poi sbarcare in place Frenay. Sono donne (per caso, i Nia possono essere anche uomini), colorate, scalze e scatenate, che ballano ai ritmi di una musica orientaleggiante.

Nia, “Ora io sono” o forse “Ora sono io”, una sorta di “Danzo ergo sum” che ci fa sentire finalmente noi stessi. La danza NIA, è nata 30 anni fa negli Stati Uniti per opera di Debbie e Carlos Rosas e arrivata in Italia nel 2005, grazie alla trainer Letizia Accinelli che da Rimini irradia tutta Italia. Non è facile definirla : usa tecniche di diverse arti marziali (taï chi chuan, tae kwan do, aïkido, karaté), la danza jazz e quella moderna, basate sull’improvvisazione, le tecniche sull’immaginario e la percezione di sé di Isadora Duncan e Moshe Feldenkrais e persino la tecnica Alexandre, messa a punto da Frederick Mathias Alexandre, attore shakespeariano affetto da afonia e mal di gola, basata sulla posizione e i movimenti della testa rispetto al corpo. Non che le danzatrici Nia conoscano a fondo tutte queste arti, ma usano queste “energie” per esprimersi liberamente, per espellere tensioni ed aggressività e trovarsi in armonia con se stesse e con il mondo circostante. La danza è sempre stata terapeutica e liberatoria, basti pensare alla pizzica salentina, da lì a dire “Ora sono (veramente) io” (declinabile in “che faccio quello che voglio”, “che me ne frego dello sguardo della gente”, “che mi diverto come una matta”…), il passo è breve.
Che ci facevano le danzatrici Nia al Forum delle associazioni ? Semplice : Tiziana Jacoponi, già presidente dell’Associazione “Les 400 Louves” che ha portato in scena “Libere !” (Francesca e Cristina Comencini), lo spettacolo-manifesto del movimento “Se non ora quando”, è di recente diventata insegnante di Nia.
Professoressa di Lettere alle scuole medie francesi e appassionata d’insegnamento, si interroga da anni su una delle lacune del processo di apprendimento : l’assenza del corpo e dei movimenti in classe. E’ referente in Francia per il metodo “glottodrama” (insegnamento delle lingue con il teatro, che giustamente usa l’espressione corporea e le tecniche teatrali per imparare le lingue). Si imbatte nella danza Nia, ballando per “One Billion Rising”, la massiccia campagna mondiale contro la violenza sulle donne. “Così, per caso, la danza Nia è entrata nella mia vita, e ci resta”, racconta. “La Nia mi ha permesso di riconnettere il mio corpo con i miei desideri, di essere attrice della mia vita e non spettatrice. Mi permette anche di viaggiare e di migliorare il mio inglese : ho seguito i corsi di Régine Petit a Parigi, quelli di Lauretta Mazza in Italia e di Dorit Noble in Inghilterra, e ho seguito dei workshop con Debbie Rosas, la fondatrice del Nia. Ho ottenuto la cintura bianca l’anno scorso a Karlsuhe in Germania con Philippe e Sabine. Poi ho partecipato ai “Jam”, delle sessioni in cui sei insegnante per una sola canzone, che sono un po’ la transizione dolce tra l’essere allievo ed essere professore e ora ho preso il coraggio a quattro mani e ho deciso di lanciare dei corsi per trasmettere ad altri la mia gioia di vivere”.
Chi è interessato, può assistere alla lezione prova gratuita del 27 settembre sotto la torre Eiffel, in occasione dei festeggiamenti del decennale di Nia in Francia.

Per saperne di più :
http://harmo-nia.org

mardi 4 août 2015, par Patrizia Molteni