FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Opinions > Parola mia > Normalità

Normalità

Cari amici, occupiamoci per una volta del nostro paese d’esilio (o d’accoglienza, se preferite), che se lo merita, qualunque sia il senso che vorrete dare a questa espressione.
I fumi della serata elettorale cominciano a dissiparsi, l’acidità di stomaco susseguente ai risultati e all’ingestione di bevande post-prandiali diverse si attenua sotto l’effetto del Malox, il ronzio alle orecchie svanisce poco a poco e la lucidità (o per lo meno quel che ne resta) riprende il sopravvento.
I bollettini del mattino ripetono i dati della serata e ci danno quella che sembra essere un’eccellente notizia : la Borsa di Parigi è in festa, il CAC40 esplode a + 4 o 5 punti e l’euro vola (come dice la Repubblica). Si direbbe che qualcosa di estremamente positivo e rassicurante sia successo questa notte. Cerco dunque di concentrarmi per capire di cosa possa trattarsi, perché mi sembra di avere una piccola amnesia, a questo proposito.
Per quanto io possa ricordare, per la seconda volta in un decennio, il Front National, vale a dire un partito razzista, xenofobo, nazionalista e retrogrado è passato al secondo turno dell’elezione presidenziale, rappresentato dalla degna figlia di un ex (?) para-nazista e parà tout court, negazionista e torturatore.
E’ per questo che i mercati finanziari tirano un tal sospiro di sollievo che per poco non gli viene un coccolone per iperaerazione ?
E’ dunque normale che nel paese delle Lumières, della rivoluzione, del motto “Liberté, Egalité, Fraternité”, i cittadini abbiano come scelta finale per la più alta carica dello stato un salto all’indietro morale e politico di quasi 40 anni (abolizione della pena di morte, settembre 1981, vi ricordo) ?
Ci siamo abituati così facilmente a coesistere con i vari Le Pen, Salvini, Bossi e Berlusconi, Trump e Putin e compagnia fascistizzante ?
E’ questa la normalità della quale dobbiamo rallegrarci, supposta difenderci dal caos sociale e dalla follia fondamentalista ?
Domani (scrivo queste righe un 24 aprile) l’Italia celebrerà la Liberazione e dunque la Guerra di Resistenza che ha fatto uscire il nostro paese dalla barbarie fascista. Mentre qualche revisionista nostalgico vorrebbe cancellare la memoria di quelle migliaia di Partigiani che salvarono tutto un popolo dalla vergogna degli zelatori di Faccetta Nera, il dovere di resistenza, morale e politica, mi pare essere forse l’ultima via di scampo prima della barbarie quotidiana.

mardi 4 juillet 2017, par Franco Lombardi