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O la borsa o la vita

Sembra che il grande spavento economico dell’ottobre 2008, per usare un eufemismo, iniziato negli Stati Uniti a causa del crollo dei subprimes - ossia i mutui a rischio concessi alle famiglie americane – poi sfociato nella peggior crisi bancaria internazionale dopo quella del ’29, non abbia avuto alcun effetto sul buonsenso della politica economica, sempre che di buonsenso si possa parlare.
La bolla economica e borsistica non ha più alcun riscontro. Dai successivi G20, G8, incontri bi o trilaterali sono uscite rassicurazioni sulla zona euro che può farcela mentre quasi ogni paese ha visto aumentare la disoccupazione, la precarietà, senza contare i debiti pubblici frutto di cattiva gestione, di corruzione… La Borsa non corrisponde più a nulla da tempo… una volta serviva a iniettare soldi nelle aziende produttive, parlo di un tempo ormai giurassico, ora è un ammasso di monitor e di trader riuniti nell’isteria di compravendite dettate da rumori, voci di corridoio, annunci mediatici… L’agenzia di notazione Moody’s ha tolto la tripla “A” agli Stati Uniti… Borse isteriche, Obama che parla deciso agli americani e al mondo poiché l’onda arriva rapidamente fin qua. La Francia mantiene le tre A ma senza che questo rating valga poi così tanto. L’Italia è a rischio subito dopo la Grecia ormai strozzata prima da un governo corrotto, poi anche dalle disposizioni di austerity imposte in cambio del prestito internazionale. Far stringere la cinghia a chi è già all’ultimo buco è un esercizio difficile da far digerire. Francia e Germania si intrattengono sui paesi a rischio come l’Italia il cui debito pubblico è incalcolabile ma la Francia dimentica che il nostro debito privato è inferiore al suo. Sarkozy dovrebbe prima chiedersi perché i suoi cittadini sono sovraindebitati. Non affogano certamente nei debiti per circolare in Ferrari ma per nutrirsi, vestirsi, pagare l’affitto… senza calcolare il crescente numero di famiglie in cui almeno uno dei due coniugi lavora ma che non hanno di che pagarsi uno straccio di casa e quindi o dormono in macchina o vanno a dormire al pronto soccorso. Mentre la severissima Moody’s ha tolto una “A” anche alle due banche francesi Société Générale e Crédit Agricole, che hanno interessi anche all’estero, i nostri vari capi di Stato si intrattengono al telefono, conference-call le chiamano, per salvare l’Europa. Per trattenere la Grecia dal volo dalla rupe Tarpea, un volo che creerebbe un altro dilemma: “Who is next?”. Perché l’Eurozona è una cordata. Colpa dell’Euro dicono coloro che hanno conosciuto il vecchio conio… no, colpa della non applicazione dell’antitrust per controllare che i prezzi rimanessero invariati, colpa della finanza virtuale, colpa dei governanti che fanno tutto salvo governare… Ma anche il senso civico della brava gente avrà forse un limite…

martedì 11 ottobre 2011, di Luisa Pace