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Obiettivi su Bologna

Itinerari (anche) antichi, sguardi nuovi

Stefano Torrione - Cuboimage/LeemageDopo l’illuminante esperienza del viaggio a Parigi, moltissimi sono stati gli spunti di riflessione anche sulla nostra città. Com’è la situazione del turismo a Bologna? Quali sono le opportunità già presenti? E quali quelle da sviluppare maggiormente?
Pur essendo una città più piccola, anche Bologna è molto ricca di iniziative culturali ed opportunità, che spesso non sono valorizzate a sufficienza. Il turista inesperto ci passa per caso, trovandosi sulla via tra Venezia e Firenze, e solo capitandoci si accorge di avere tra le mani un piccolo gioiello.
Innanzitutto, bisognerebbe dare enfasi all’atmosfera conviviale che c’è a Bologna, offrendo al viaggiatore un’esperienza attiva e partecipata, personalizzata secondo i suoi interessi e i suoi bisogni. Ci sono moltissimi luoghi informali dove la città esprime la sua anima pulsante, e dove il turista può entrare in stretto contatto con i residenti. La musica è un elemento fondamentale: a Bologna, è molto frequente vedere gruppi suonare nelle strade o nei locali, e fermarsi ad ascoltare, a ballare o a scambiare qualche chiacchiera. _ Ovviamente, nella sfera della convivialità non può mancare la gastronomia: chi non mangia in compagnia…
In secondo luogo, fondamentale è la dimensione della contemporaneità: una città non può coincidere solo con i suoi monumenti storici. Bisogna rompere gli schemi tradizionali del “turismo monumentale”, per integrare l’antico con il nuovo, vivendo i luoghi attraverso molteplici chiavi di lettura. La realtà bolognese è già molto ricca di iniziative e festival legati alla scena contemporanea: solo quest’estate, si sono succeduti il Bografilm festival, la Repubblica delle Idee organizzato dal quotidiano “Repubblica”, il Cinema sotto le Stelle in piazza Maggiore, e molti altri eventi di aggregazione giovanile. Sarebbe bello poter creare una serie di eventi coordinati, un’offerta d’avanguardia, accessibile a tutti e non standard.
Infine, Bologna è la città creativa per eccellenza: culla di musicisti di spessore come Francesco Guccini o Lucio Dalla, oggi raggruppa una grande comunità di artisti, stilisti, gallerie d’arte, botteghe, luoghi di sperimentazione. Questa vivacità, goduta soprattutto dai cittadini, andrebbe comunicata anche all’esterno, per attrarre visite e far crescere il turismo culturale. Si sente inoltre l’esigenza di creare nuove opportunità nelle maglie del tessuto sociale cittadino: ad esempio, nuovi luoghi di incontro e produzione, per facilitare l’interazione e la contaminazione tra soggetti, e nuovi luoghi di diffusione, rivolti a un pubblico di intenditori, ma aperti anche ai viaggiatori stranieri.

lunedì 15 ottobre 2012, di Alice Facchini