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Operazione San Gennaro


Il Tesoro di San Gennaro, formatosi lungo il corso di settecento anni di donazioni regie, ecclesiastiche o imperiali, ma costituito anche da ex voto popolari, ha un valore superiore a quello dei Gioielli della Corona d’Inghilterra e dello Zar di Russia. Contrariamente ad altri patrimoni dinastici ed ecclesiali, questo si è mantenuto intatto sino a oggi, senza mai subire spoliazioni o vendite, in un processo di acquisizione e ampliamento continuo; gestito da una Deputazione cittadina autonoma (Deputazione della Reale Cappella del Tesoro, istituzione laica creata nel 1601) che ne tutela l’appartenenza alla città di Napoli.

L’eccezionale collezione è presentata per la prima volta fuori dall’Italia nella mostra al Museo Maillol di Parigi col contributo di Paolo Jorio, commissario dell’esposizione e direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro. L’evento offre l’occasione di approfondire da un punto di vista scientifico l’inestimabile valore artistico e culturale dei capolavori esposti, per far riscoprire e rivivere attraverso un viaggio nel tempo, Napoli e il suo nume tutelare, la sua storia, i suoi artisti. Senza escludere un approccio anche emozionale che descrive l’evoluzione del culto del santo dalla “faccia gialla” (soprannome popolare derivato dall’ingiallimento della statua bronzea che lo rappresenta) grazie a meraviglie d’arte orafa, sculture, calici, cibori, documenti originali, dipinti, disegni, arredi sacri, ex voto…

Tra le opere presenti, molte colpiscono per l’impatto sensazionale, come la Mitra (copricapo vescovile) destinata a ornare il busto del martire, incastonata da oltre 3.700 gemme, tra diamanti, smeraldi e rubini; opera dell’orefice Matteo Treglia (1713). La sontuosa Collana di San Gennaro con diamanti (1679 -1879), zaffiri, smeraldi e granati; capolavoro di Michele Dato. Tra i numerosi argenti colossali, spicca poi la sublime Sant’Irene che protegge “baroccamente” la città dal Vesuvio; busto di Carlo Schisano (1733), composto in argento fuso e cesellato con aggiunte di rame dorato. Oltre l’oreficeria, San Gennaro e la sua Napoli trionfano anche nelle potenti pitture di Luca Giordano, Francesco Solimena, Domenichino, Micco Spadaro o Pierre-Jacques Volaire… Delle opere eccezionali da averne “plein les yeux”, riunite per la prima volta in Francia in una mostra unica, al pari di uno dei santi tra i più “preziosi” d’Italia.

martedì 18 febbraio 2014, di Gianni Cudazzo