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Otto Gabos

La seconda "copertina d’autore" ce la regala Otto Gabos, "artista e narratore che fa fumetto d’autore" come si definisce lui stesso, il cui ultimo romanzo a fumetti, L’Illusione della Terraferma, ci immerge nella Sardegna delle miniere in epoca fascista.

Difficile descrivere l’opera completa di Mario Rivelli, in arte Otto Gabos, pubblicato dai grandi editori del fumetto, da Lizard a Casterman, con storie sue o in collaborazione con noti scrittori, docente e consulente, direttore, fondatore e collaboratore di riviste come la mitica Frigidaire … Se ancora non lo conoscete, scopriamolo dalla fine, cioè dal suo ultimo graphic-novel, L’illusione della Terraferma, un giallo ambientato a Carbonia, nell’aspro paesaggio delle miniere sarde degli anni ’30, dove il Commissario Marmo viene mandato per punizione. "Allora dottore, vi piace il mare ? No mi fa schifo. E comunque sono commissario".
Gabos ha visitato le miniere, ha cercato nei musei le facce i luoghi di quel misterioso "mondo di sotto" che rende con un "segno minerario, fatto di terra, di metallo e carbone". Il romanzo però non è ricostruzione storica, piuttosto, così afferma l’autore, "ricognizione dei miei luoghi antichi : ricongiungimento e approdo delle storie che si raccontavano in casa. Storie di sfollamento, di guerra, di morti e fantasmi. Nutrimento di un’infanzia senza cortili, con un lungo corridoio teatro di partite di calcio con mio fratello e delle prime sceneggiature scritte a mente, mentre correvo invasato avanti e indietro, facendo con la bocca il verso delle onomatopee di spari e cazzotti. A distanza di tempo, il metodo non è cambiato poi molto. Non corro e non faccio buffi versi (anche perché sono avaro di onomatopee) ma per scrivere cammino tanto".

Ettore Marmo nella terra del carbone di Marcello Fois

Ettore Marmo è un protagonista di quelli seri. A cominciare dal nome : uomo tutto d’un pezzo, maschio alfa certificato da Omero in persona ; scolpito, asciutto e nervoso, come un atleta dell’EUR ; baffuto e impomatato come un divo dei telefoni bianchi. Inutile aggiungere che non ha un carattere facile e che sotto la sua scorza taciturna cela un animo sensibile e sofferente. Un eroe vero, insomma, integro, integrale e assolutamente inaffidabile. Come tutti gli eroi veri ha una spalla : il fido Mallus, che è del posto e conosce le pieghe segrete del locale fascismo e persino per quali vie, sorprendentemente cortilive, si possa declinare il regime. Regime d’ordine coatto, anche quando è il disordine a regnare. Regime di dirittura morale che è solo apparenza. Regime di adepti pronti a cambiare la camicia nera per la camicia bianca che verrà.
E c’è la città di fondazione che, insieme, raduna tutti i fili : l’essere costruita dal nulla, l’avere uno stile proprio, l’esprimere ordine - vie larghe, abitazioni razionaliste, ampie piazze - ma non il contenere uomini. Proprio come questa straordinaria storia, che è gialla, che è tradizionale, che è tutto tranne quello che ci aspettiamo. L’autore lo esprime con sapiente sintesi : “Del resto un mondo perfetto, con strade nette lineari e in qualche modo rassicuranti, non è il mio mondo che, al contrario, è sgangherato e traballante anche nelle trame”.
Forse cinema, forse romanzo, forse feuilleton… Un mondo di tavole perfette per descrivere le peripezie di un eroe perfetto proprio perché disperatamente umano, dentro un universo solo apparentemente concluso. Una vicenda dove si risolve soltanto quanto è possibile… Come nella vita. Niente di nuovo perché tutto possa apparire magicamente nuovo.

Tratto dalla prefazione di Marcello Fois all’album, su gentile concessione dell’autore.

Otto Gabos

Otto Gabos scrive e disegna da sempre, lo fa da professionista dal 1985, anno in cui si è trasferito a Bologna per studiare e laurearsi al DAMS. Ha partecipato a quasi tutte le iniziative editoriali degli ultimi decenni. Da Frigidaire a Dolce Vita, da Fuego (di cui è anche co-editore) a Cyborg di cui è anche editor, passando anche per Nova Express e Black. È tra i fondatori della rivista Mondo Naif per cui crea "I Camminatori", ormai un classico del fumetto. Ha pubblicato in Francia per Casterman e Nocturne e lavorato tra gli altri con Loriano Macchiavelli e Pino Cacucci. Pubblica per Rizzoli e Giunti mentre con Black Velvet porta avanti "Il Viaggiatore Distante" ciclo di graphic novel dai rimandi autobiografici. È docente di Arte del Fumetto all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

Sito : www.ottogabos.com
Blog : www.radioherzberg.blogspot.com
Facebook : Otto Gabos

vendredi 17 juin 2016