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La settimana santa a Palermo

Natale, festa religiosa per eccellenza si avvicina. Ma Focus in dedica questo itinerario ad un’altra festa religiosa, la settimana Santa. Solito spirito di contraddizione? Forse ma soprattutto, l’attualità di questa settimana nella programmazione associativa italo-parigina: le iscrizioni per il soggiorno-studio organizzato dall’Associazione Italo Calvino si chiudono a fine dicembre.

©Jemolo/LeemageCollocata tra l’Europa e l’Africa del Nord, in mezzo al Mediterraneo occidentale, la Sicilia vede sbarcare, nel corso dei secoli, coloni greci e cartaginesi, invasori arabi e normanni, sovrani svevi, angioini e spagnoli, e finalmente i «Mille» garibaldini che lasceranno tutti una traccia più o meno profonda.
A Palermo, la sua capitale di fondazione fenicia, restano particolarmente vive l’impronta arabo-nomanna e l’eredità barocca spagnola. L’isola conserva tuttavia un’identità propria, un po’ distante dal resto del Belpaese.
Fortissime le tradizioni popolari, soprattutto quelle legate alle feste religiose: le più sentite sono certamente quelle pasquali. Nei riti palermitani colpiscono le spettacolari processioni, portate da canti antichi a più voci maschili, oggi accompagnati da bande musicali il cui uso risale all’Ottocento.
Durante la Settimana Santa, al calare della sera e fino a notte tarda, diverse confraternite animano il centro storico di Palermo con le loro rappresentazioni del dramma doloroso di Cristo Morto. Soldati romani portano sulle bare, in mezzo ai fiori e numerose candele, le statue del Gesù e della Vergine. Seguono laici in tunica di colore della confraternita di appartenenza. Troveremo soprattutto quella dei Cocchieri, la Confraternita di Maria SS. Addolorata, quelle della Soledad e dei Cassari.
Ma le celebrazioni tradizionali cominciano il Giovedì Santo, giorno dedicato all’Adorazione della S.S. Eucaristia: di sera, tutte le chiese rimangono aperte per permettere ai fedeli la “visita ai Sepolcri”: uno degli altari laterali vi è addobbato con eleganza barocca da composizioni vegetali di vari tipi di grano, fatto germogliare al buio per quaranta giorni, e ornati da nastri e fiocchi. Particolarmente interessante è la decorazione della barocca chiesa di San Domenico, nella omonima piazza di Palermo.
©Cuboimages/Leemage Il Venerdì Santo numerosissime processioni con il simulacro del Cristo Morto seguito dall’Addolorata, spesso raffigurata con sette spade trafitte nel petto, seguite da bande musicali. Il passante che si fermerà ai Quattro Canti, in piazza Vigliena, dalle 17 in poi, vedrà e ascolterà passare in sequenza le quattro processioni più interessanti e ricche delle confraternite sopranominate.
Tante altre sfilano nei vari quartieri della città. Molto emozionante e tradizionale è quella della chiesa di Santa Caterina, organizzata a Partanna - Mondello (Palermo), dove la mattina del Sabato si svolge la Sacra Rappresentazione della passione di Gesù Cristo.
Alla veglia pasquale, a mezzanotte, sempre nella chiesa di San Domenico, si svolge il caratteristico rito della “Calata r’a tila” (la calata della tela) in cui il pesante telo che ha coperto l’altare maggiore viene giù tra canti di gioia per la Resurrezione.
Quest’antico simbolo della resurrezione alla vita, del passaggio alla primavera, ritrova la sua espressione anche in alcune tradizioni culinarie. Il giorno di Pasqua ai bambini si regalano “uova pasquali”; in famiglia si prepara il dolce “pupu cull’ovu” con forme figurative o di simbolici cestini di frutta e persiste la tipica “cassata”di Pasqua.
La Domenica delle Palme, l’Arcivescovo celebra la Risurrezione nella Cattedrale.

COSI VICINI, COSI LONTANI

L’Associazione “Italo Calvino, langue et civilisation italiennes”, in collaborazione con il Teatro Ditirammu di Palermo e il Transit Teatro, propone durante la Settimana Santa (dal 6 al 13 aprile 2012) due stage di formazione artistica, spettacolo e scambio culturale tra Palermo e Parigi, centrati sulle pratiche e le tradizioni dello spettacolo dal vivo e del canto.
Questa iniziativa comune offrirà agli studenti francesi l’opportunità di un soggiorno a Palermo nel periodo pasquale per conoscere le affascinanti tradizioni della Pasqua siciliana e di approfondire attivamente alcuni aspetti della cultura isolana, partecipando a laboratori di canto e di teatro, insieme ad un gruppo di allievi palermitani. I laboratori saranno realizzati negli spazi del Teatrino Ditirammu, teatro/museo del canto popolare siciliano, situato in un antico palazzo storico nel quartiere della Kalsa.
I partecipanti entreranno nel vivo della processione del Venerdì Santo, per assistere ad un rito ancora oggi fortemente sentito in termini di fede e di partecipazione della collettività. Nei giorni seguenti, i partecipanti prenderanno parte, a scelta,
• al laboratorio sui canti tradizionali polifonici siciliani, tenuto da Serena Rispoli. Parallelamente allo studio delle tecniche vocali, in particolare quelle del canto polifonico, si lavorerà sul repertorio medievale siciliano e sui canti della Settimana Santa.
• al laboratorio di teatro sulle forme dello spettacolo medievale e sulla poesia drammatica del duecento italiano, condotto da Gigi Borruso, che alcuni di voi hanno potuto applaudire a Parigi nello spettacolo “Luigi che sempre ti penza”. In particolare, il lavoro si concentrerà sullo studio dei contrasti e delle laude siciliani e sulla sopravvivenza di questa tradizione nei riti odierni della Pasqua siciliana.
I due laboratori, aperti a dilettanti e/o professionisti, confluiranno nella realizzazione di un saggio-spettacolo ispirato alle forme del teatro e della sacra rappresentazione medievali, rappresentato presso il Teatro Ditirammu.
Le attività dei laboratori saranno completate da visite guidate della città, con particolare riguardo alla Palermo arabo-normanna, barocca e liberty.
I partecipanti incontreranno inoltre gli aderenti alla Confraternita dei Cocchieri, facente capo alla chiesa della Madonna dell’Itria alla Kalsa e assisteranno a due spettacoli, quello dell’opera dei pupi e un altro, di Martorio, creazione della Compagnia Ditirammu di Palermo, che rievoca e reinterpreta le tradizioni musicali e i riti della Settimana Santa in Sicilia.

Informazioni:
http://www.italocalvino.fr
Tel. 01 40 04 90 17

lunedì 12 dicembre 2011, di Hana Bertuletti e Serena Rispoli