FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Economia > Parabola Greca

Parabola Greca

“Après 1981, je demandais à François Mitterrand : Pourquoi maintenant que tu as le pouvoir ne fais-tu pas ce que tu avais promis ? Il me répondait qu’il n’avait pas le pouvoir d’affronter la Banque Mondiale, le capitalisme, le néolibéralisme. Qu’il avait gagné un gouvernement mais non pas le pouvoir. J’appris ainsi qu’être le gouvernement, être président, ne sert pas à grand-chose dans ces sociétés sujettes, soumises au capitalisme. J’ai vécu l’expérience directement durant quatorze ans. En France, on élit, et les élus font des lois qu’ils n’ont jamais proposées et dont nous n’avons jamais voulu. La France est-elle une démocratie ? Je le dis en tant que Française : cela ne veut rien dire ”.

Questo estratto di un’intervista di Danielle Mitterand potrebbe essere considerato datato, e cronologicamente lo è : risale infatti al 2005. Ma non ho ancora trovato un modo più chiaro di descrivere in poche parole quello che la cosiddetta crisi greca di quest’estate deve insegnarci, su un tema tanto fondamentale quanto quello della democrazia.
Democrazia ? Dal greco Démos, popolo e Kratos, governo, dunque, etimologicamente e teoricamente, governo del popolo. Bene. Chiariamoci meglio le idee : quale popolo ? Gli storici calcolano che nel IV secolo a.C., vale a dire in quella che è considerata l’epoca d’oro della democrazia ateniese, quella di Pericle, su una popolazione 250 o 300 000 persone, solo 30 000 circa potevano essere considerati cittadini ateniesi a parte intera. Gli altri erano dunque esclusi dal governo, in quanto minori, donne, meteki (stranieri) o semplicement schiavi, questi ultimi rappresentando da soli circa la metà della popolazione.
Certo, parliamo di quasi 2500 anni fa.
Da allora, di strada ne abbiamo fatta… soprattutto le donne, che adesso possono votare. Per gli altri (minori, stranieri, schiavi) la democrazia sembra essere rimasta al punto in cui ce l’ha trasmessa il buon Pericle. La grossa differenza, sta nel fatto che gli schiavi, nelle democrazie moderne, non sono più nutriti e ospitati nelle dimore dei ricchi (che spreco !), ma in appositi paesi, il più lontano possibile dai nostri occhietti delicati e sindacalizzati, dove viene costruita la ricchezza che sarà poi distribuita tra gli aventi diritto, che in proporzione restano più o meno quel 10 % di 2500 anni fa.
Tutto questo, la tragicommedia del Grexit o non Grexit (sia detto tra parentesi, uno dei più orribili tra le centinaia di neologismi che ci vengono rifilati come le patacche ai turisti) ce lo ha mostrato in modo esemplare : per il popolo si organizza un bel referendum, tanto per continuare a fargli credere che ha il diritto di scegliere, poi gli addetti ai lavori si riuniscono tra loro e decidono. Infine, gli eletti, come diceva Danielle Mitterand, votano leggi che non avevano mai fatto parte delle loro proposte e che nessuno ha mai voluto, eleggendoli.
Da François (Mitterand) Ier in qua, le cose non hanno fatto che peggiorare, in questo senso.
E per terminare in un modo molto più elegante di quanto potrei mai fare io questa parabola greca, ecco come la raccontava 2000 anni fa il grande favolista romano, Fedro :

“Un lupo e un agnello, spinti dalla sete, erano venuti allo stesso ruscello.
Il lupo stava più in alto e, un po’ più lontano, in basso, l’agnello.
Allora il malvagio, incitato dalla gola insaziabile, cercò una causa di litigio.
Perché - disse - mi hai fatto diventare torbida l’acqua che sto bevendo ?
E l’agnello, tremando : Come posso - chiede - fare quello di cui ti sei lamentato, o lupo ? L’acqua scorre da te alle mie sorsate !
Quello, respinto dalla forza della verità : Sei mesi fa - aggiunse - hai parlato male di me !
Rispose l’agnello : Ma veramente... non ero ancora nato !
Per Ercole ! Tuo padre - disse il lupo - ha parlato male di me !
E così, afferratolo, lo uccide dandogli una morte ingiusta. Questa favola è scritta per quegli uomini che opprimono gli innocenti con falsi pretesti.”
Niente di nuovo sotto il sole, i lupi stanno ancora molto più in alto del popolo greco, dalle parti di Berlino o di Parigi.

mardi 4 août 2015, par Franco Lombardi