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Petit dictionnaire enervé de la Mafia

Un dizionario della mafia. E’ senz’altro un progetto ambizioso. Contrariamente all’idea che viene trasmessa da molte narrazioni, quella della mafia è infatti vicenda complessa. La mafia condiziona la vita pubblica italiana, ne altera i processi politici e civili, distorcendo anche le forme dell’accumulazione e della distribuzione dei capitali. La mafia non solo come storia di capi ma anche storia di chi la accetta, la protegge, la nutre. Per essere ben compresa ha bisogno di essere affrontata con vastità di conoscenze in più campi: dalla storia, dall’economia e ben altre ancora. Una vera impresa intellettuale.
Un tentativo piuttosto riuscito in Italia è il Nuovo dizionario di mafia e antimafia del 2008 (Ega, Edizioni Gruppo Abele, Torino) che ha cercato di inquadrare con precisione scientifica in cento voci la storia del fenomeno.
Questo Dizionario di Fabrice Rizzoli ha però un’altra finalità. Fare familiarizzare il pubblico francese con una storia complessa. Tirarlo fuori dalle convenzioni da romanzo o da serial televisivo. E’ un dizionario serio, ma fresco e in certi casi perfino gradevolmente ironico (vedi ad esempio alla voce “zoomafia”). Che dimostra una profonda conoscenza della storia della mafia e dell’antimafia. Che sa svariare tra i tanti temi proposti dalla sequenza terribile dei delitti, dai sequestri alle stragi, ma che sa superare i confini del “romanzo criminale”. Certo per evocare fatti e personaggi eclatanti (Andreotti, Berlusconi...) ma pure per indicare fenomeni e processi che riguardano l’antimafia sociale e legislativa. Per ricordare nomi che, inizialmente poco noti, sono entrati di prepotenza nell’immaginario delle nuove generazioni italiane, come quello di Peppino Impastato.
Rizzoli intervalla riflessioni di ordine storico e sociale su questioni rilevanti con piacevoli guizzi di curiosità, facendo incursione nel linguaggio mafioso e nelle sue più strette radici dialettali siciliane: che cos’è il “pizzino”? Oppure che cosa significa “punciutu”? Senza parlare di “massomafia”, ossia quella combinazione di mafia e massoneria che tanti guasti ha inflitto alla legalità repubblicana o “ciclo del cemento”, il termine chiave per spiegare l’espansione della ‘ndrangheta al nord. Non trascura, nemmeno, Rizzoli, lo sviluppo della mafia fuori dai confini nazionali, e non solo per parlare degli Stati Uniti. Per questo inserisce nel suo dizionario la voce “Costa Azzurra”, per questo canzona con la levità tagliente di una vignetta la Francia dove la mafia “non esiste”. Per questo inserisce la voce “Duisburg”, la città tedesca in cui le lotte intestine al paese di San Luca, capitale mondiale della ‘ndrangheta in Aspromonte, divennero nel 2007 strage in trasferta.
E’ un dizionario di grande utilità insomma. Al quale non si può chiedere la completezza. La raccolta è programmaticamente breve e ha la stessa funzione di quei dizionarietti di inglese che non insegnano la lingua ma danno un aiuto assolutamente decisivo a girare per il mondo e a capirsi, a intendersi, con i propri sconosciuti interlocutori. La scelta delle parole per ogni lettera dell’alfabeto è il frutto della sensibilità di un giovane studioso che ha frequentato l’Italia e ha stabilito proficui, appassionati contatti con il mondo e le associazioni dell’antimafia. Sarebbe bello se, grazie al lavoro di Rizzoli, il lettore francese acquisisse una consapevolezza definitivamente più alta della natura e della pericolosità della mafia.

Petit Dictionnaire enervé de la Mafia
Fabrice Rizzoli
L’opportun Eds De
12,26€

domenica 11 marzo 2012, di Nando Dalla Chiesa