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Politica all’estero : eppure si muove !

In Francia, come negli altri paesi europei e non, gruppi di italiani e di “indigeni” si riuniscono attorno ad un partito o ad un’idea politica. Perché battersi per l’Italia quando ormai si vive e si lavora all’estero ? Ha un senso ? Quale ? Lo abbiamo chiesto ai rappresentanti dei quattro partiti/ movimenti che parteciperanno al Forum delle Associazioni italiane.

Maria Chiara Prodi, referente parigina di Libera che ha riunito nel suo stand 4 associazioni anti-mafia : Libera, Cuntrastamu, Flare, Legalité sans frontières A Parigi ci sono tre associazioni di centro sinistra che riproducono gli schieramenti (politici o civili) su tutto il territorio nazionale francese (anche se in provincia la quantità di iscritti è minore) e, ovviamente, quelli italiani. Tutte e tre saranno presenti con uno stand proprio al Forum delle Associazioni Italiane, insieme all’antenna “Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” (rappresentata da Maria Chiara Prodi), alla sua terza edizione del Forum, che pur essendo apartitica, opera su temi, come la mafia e la legalità, che interessano governi ed istituzioni. Nata nel 2007 su sollecitazione di don Tonio dell’Olio, responsabile internazionale di Libera, l’attività estera dell’associazione si è talmente radicata e ingrandita da dare vita ad altri organismi autonomi (FLARE per l’Europa ; ALAS per l’America Latina) : network di gruppi già attivi nella società civile per l’educazione alla legalità e la lotta alla criminalità organizzata. L’antenna parigina è direttamente in contatto con le cooperative di Libera Terra, a cui offre supporto logistico nei contatti internazionali e quando un evento legato a Libera/Italia viene programmato in Francia (come le proiezioni di “Biutiful cauntri” o “Schiaffo alla mafia”) l’antenna è presente con materiale e informazioni.

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Collettivo 5.12

Alla società civile appartiene anche il “Collettivo 5.12”, come penchant parigino del popolo viola. Il nome viene infatti dal No-B Day che il collettivo ha organizzato il 5 dicembre 2009 sul Parvis des Droits de l’Homme a Parigi, in concomitanza con la manifestazione dei viola in tutta Italia. Non sono né associazione né partito poiché anche in Italia i viola riuniscono attorno a delle lotte precise persone di estrazione politica diversa. Quelli di Parigi hanno un carattere piuttosto “anarcoide”, dice la portavoce Paola Vallatta, anche se hanno contatti con vari collettivi simili sia in Italia che in Europa. Sono per esempio intervenuti alla conferenza stampa organizzata con il forum Peppino Impastato e, in quell’occasione, hanno avuto modo di parlare del cinedibattito sulla mafia realizzato in collaborazione con il cineforum “Anteprima”, con “Libera/Flare” e con il “Circolo democratici di Parigi”.

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Democratici Parigi

I democratici di Parigi, appunto, fanno parte di un constesto politicamente più strutturato. Sono nati infatti per dare sostegno al Partito Democratico, la Segretaria, Beatrice Biagini, è stata anche candidata alle ultime legislative. Tra i loro aderenti ci sono italiani e francesi, elettori, simpatizzanti e persone interessate a partecipare alla vita politica italiana ed europea, tanto che hanno collaborato con il Partito Socialista francese condividendo tutte le campagne elettorali italiane, francesi ed europee. “Un circolo molto autonomo, critico e propositivo”, precisa la Biagini. Partecipano però attivamente anche alla vita del PD in Italia : “nel nostro circolo parigino abbiamo due delegati all’assemblea nazionale del PD e uno di questi è presidente dell’assemblea dei delegati all’estero (un gruppo di 44 delegati da tutto il mondo che partecipano ai lavori dell’assemblea nazionale del PD)” spiega Beatrice Biagini. “Partecipiamo a tutti gli appuntamenti della vita del partito e facciamo, proprio grazie all’associazione Democratici Parigi, anche molto di più : incontri, manifestazioni, proposte. Abbiamo ormai una certa esperienza e capita spesso che da Roma seguano con interesse le nostre iniziative. Adesso lavoriamo per esempio su energie rinnovabili e nucleare, non a caso : la nostra esperienza francese potrebbe essere molto utile all’Italia, dove non si parla abbastanza di strategia energetica”.
Infine (ma solo per galanteria visto che la Segreteria è composta da uomini), il Circolo Carlo Giuliani, che fa parte di una delle federazioni estere del PRC (ereditate dal PCI quando si occupava di emigrazione). “Date le particolari caratteristiche del lavoro politico all’estero e data la difficile situazione dei partiti – compresi quelli di sinistra – in Italia, il circolo è autonomo dalla federazione e dal partito nazionale, anche se mantiene contatti diretti con entrambi e partecipa ai congressi” dice la Segreteria (composta dal Presidente Giustiniano Rossi, Nicolas Thomas e Salvo Falcone). Il loro circolo si rivolge a tutti, indipendentemente dalla nazionalità, anzi nella sala gremita del dibattito sulla libertà di stampa, cui ho partecipato, le facce e le voci dei presenti erano piuttosto multietniche. Mi dicono fosse la stessa cosa per le altre 4 cene-dibattiti che hanno organizzato quest’anno sulla repressione, la libertà di espressione, il modo in cui è stato trattato il processo per il G8 di Genova nel 2001, quando appunto era stato ucciso Carlo Giuliani, che dà il nome al Circolo. Partecipano regolarmente anche alla vita politica francese e li si vede ogni anno alla “Fête de l’Humanité”.

AUTONOMI, COOPERATIVI, APERTI


A sentirli parlare tutti questi gruppi – e preciso che li ho intervistati insieme – emergono due costatazioni importanti. Innanzitutto, la collaborazione e la stima che c’è tra di loro : spesso convergono su iniziative comuni o partecipano a proteste ed eventi indetti da uno e sostenuti dagli altri. Rispetto al movimentato politico italiano, un ottimo esempio. Secondo : certo queste associazioni sono nate dalla costola di partiti o movimenti esistenti in Italia ma tutti insistono sulla loro autonomia dal partito o movimento-padre. Perché questo distacco ? Ha qualcosa a che fare con la lontanza geografica o riflette invece un modo di vita, uno sguardo, un distacco degli stessi partiti in Italia ? Per i Democratici di Parigi, la situazione è un po’ diversa dalle altre, visto che il partito di riferimento è al governo, con persino degli eletti all’estero. Certo è all’opposizione e da quello che ho sentito da alcuni di questi deputati dall’estero possono far ben poco, ma almeno ci possono provare. “Una nostra proposta di legge è in discussione alla camera (PRIME)”, dice la Biagini, “un’altra presentata e discussa nel maggio 2009 proprio qui a Parigi dal nostro gruppo, è stata approvata all’unanimità (Controesodo) sempre alla Camera. Si tratta di due leggi sul finanziamento della ricerca e sulle opportunità professionali in Italia. Ma stiamo preparando altre proposte su cui lavoriamo con altri deputati. Poi c’è il tema del voto all’estero : i parlamentari PD eletti all’estero e i circoli all’estero stanno preparando una modifica della legge sul voto all’estero, per migliorare il sistema di voto e impedire che venga cancellato”.
E se Libera e il Collettivo 5.12 si sentono incoraggiate e sono invitate ed ascoltate dai corrispondenti italiani, per il Circolo Carlo Giuliani, “in Italia, per il momento, le proposte che vengono dall’estero sono poco conosciute : il paese ha fatto un enorme balzo indietro da quando è governato da Berlusconi, che sta spingendo gli italiani, grazie al controllo della TV ed all’egemonia sub-culturale che esercita, in una condizione di isolamento dal resto dell’Europa e del mondo, simile (mutatis mutandis) a quello in cui hanno vissuto durante il periodo fascista”.
Una visione un po’ pessimista che non impedisce loro di continuare a battersi coinvolgendo molti francesi, che, spiega sempre la Segreteria del Circolo Giuliani, “sentono che in fondo i problemi sono gli stessi che hanno o avranno loro, anche se l’anomalia italiana fa credere ancora a molti di non essere in una situazione altrettanto disperata”. Ma c’è altro. Ce lo spiega Beatrice Biagini : “Siamo in Europa, ogni paese europeo rilancia o frena l’Europa, lo abbiamo visto con la Grecia. L’Unione europea vive di condivisione di sovranità e di scelte, e i partiti sono e devono essere inseriti in questa dinamica. E poi le nostre esperienze possono essere di grande aiuto per le politiche da proporre in Italia, lo abbiamo visto con la ricerca, con lo studio dei sistemi elettorali, con la riforma delle pensioni, con le politihe per l’educazione. In tutto gli italiani all’estero possono dare un contributo, non fosse altro che per l’esperienza che hanno vissuto sulla propria pelle”. Anche Paola Vallatta, del Collettivo 5.12 condivide questa visione dinamica dell’Europa, anzi “un’Italia più ‘sana’ e democratica può contribuire alla costruzione di un’Europa più ‘sana’ e democratica”, rincara. Per Maria Chiara e Paola, in contesti come l’immigrazione e la lotta alla criminalità organizzata, il fatto di avere una rete europea è estremamente importante. Anzi, chi contatta Libera, per esempio “può essere interessato alle attività di Libera in Italia (soprattutto, di solito, alle Cooperative, che sono più conosciute che le altre campagne) oppure interessato a uscire dallo stereotipo Italia=mafia e contento di scoprire che l’Italia ha anche delle leggi e delle proposte per la società civile internazionale”. Infine, la questione del voto che solleva il Collettivo 5.12 e su cui stanno lavorando i Democratici : “finché il diritto di voto non verrà assegnato in base alla residenza invece che alla cittadinanza, gli elettori avranno maggiori possibilità di incidere sulla realtà continuando a battersi per cambiare il paese in cui votano”. Emergono dalla discussione punti importanti, su cui l’Italia dovrebbe riflettere. All’isolamento e al ripiegamento su se stessi dell’Italia, i “politici” dell’estero rispondono con una visione molto più aperta sulle dinamiche europee e mondiali, con esempi e dibattiti che coinvolgono il paese di accoglienza, con esperienze, positive o negative, che potrebbero aiutare l’Italia a guardarsi intorno per cercare delle soluzioni invece di concentrarsi sull’ombelico del Premier. Alle proposte della soppressione del voto all’estero e della rappresentanza a causa dei disfunzionamenti delle ultime elezioni oppongono proposte di riforme che eviterebbero di tagliare fuori dalla partecipazione democratica milioni di cittadini italiani. Al di là di conquiste concrete dimostrano, attraverso iniziative cui partecipano centinaia di persone, che gli italiani non sono un popolo lobotomizzato dalla TV ma una società civile critica e costruttiva pronta a rimboccarsi le maniche. Non è da poco.

samedi 12 juin 2010, par Patrizia Molteni