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Pucci De Rossi, "plomb et dentelles"

Pucci De Rossi, Vis et virtu Veronese di nascita, Pucci De Rossi è arrivato a Parigi, via la Milano di Memphis, alla fine degli anni ’70. Preso tra l’immagine dello scultore e quello di designer, viene definito piuttosto uno “scultore di idee, di forme e di materia”, che trasforma con immaginazione e ironia. La mostra alla Cat-Berro, dal titolo così evocatore, è la prova esibente di questa sua dualità.
Vagabondo, sempre in movimento, da una città all’altra, da un paese all’altro, spazi che poi finiscono per stargli stretti ma che osserva attentamente e cerca di domare attraverso il design. Con l’autoironia tipica degli italiani si definisce un “falso designer”. “All’inizio costruivo oggetti e mobili per il mio proprio fabbisogno” racconta. “Il rapporto che avevo (e che ho) con una sedia costruita a migliaia di esemplari, per esempio, non mi soddisfa. Il fatto che sia stata concepita per rispondere a tutta una serie di esigenze, tecniche e commerciali, la priva di quel minimo di pathos, di poesia che ritengo necessaria al buon svolgersi del quotidiano”.
Di Parigi lo colpiscono le strade, la mattina presto, sporche, piene di oggetti ingombranti e strani che la gente butta e che colpiscono l’immaginazione di Pucci De Rossi : cocci di vetro diventano lampade inquietanti e le insegne luminose dei bar spaccate dagli irriducibili nottambuli ubriachi si ritrovano nei salotti borghesi sotto forma di mobili post-Guerre Stellari.
Da allora, una mostra al Grand Palais, una al Musée d’Arts Décoratifs, altre negli USA (tra cui una, “Mobili brutti” a New York) e nel mondo intero. I suoi “lavori” sono esposti nelle gallerie, come sculture o in negozi e locali, come mobili. Per lui è uguale : “All’inizio non mi ponevo questo problema”, dice, “facevo delle cose strane che venivano esposte in gallerie d’arte, come sculture. Da giovane assimilavo la scultura al monumento, era mia intenzione invece operare nell’ambito dell’interno domestico, creare un’interattività tra l’uomo e l’oggetto che andasse oltre la funzionalità. Sculture domestiche dunque, da toccare e se possibile, adoperare”.
Dal 2004 al 2006, si dedica allo studio di Giorgio Morandi e delle sue nature morte, da cui nascono dei lavori tridimensionali, di cui uno sarà esposto anche alla Cat-Berro. Una nuova forma di collaborazione poiché la galleria ha partecipato alla realizzazione di alcune opere.
Falso designer ? Forse, ma come conclude, Francis Cat-Berro “Pucci è un vero artista, uno scultore”.

Dal 15/10 al 19/11/2009
Galérie Cat-Berro
25 rue Guénégaud - 75006 Paris

samedi 24 octobre 2009, par Patrizia Molteni