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Puglia: terra inCantata

La Puglia, una regione dalla nettissima fisionomia che conferisce all’Italia la sua particolare forma di stivale, disegnandone il suo “tacco”. Una terra in buona parte bagnata dal mare, arsa dal sole e levigata da venti che trasportano leggende e antichi riti, radicati nelle tenaci tradizioni locali. Lido di notti buie, ma di albe chiare come il sale. Regno di floride palme e di assetati ulivi, di uve rare e fichi a iosa: bianchi, neri o d’India, dalle arborescenti e variopinte pale. Terra ricca non solo “di gran copia di formento, olio, vino, orzo et altre cose”, ma anche di miti portati dai “tanti che ci erano arrivati in tempi lontani, da posti lontani, da Creta, dalla Grecia o da Troia e che si trovavano davanti le coste pugliesi” (Ferdinand Gregorovius).
Zona di contrasti: arida e rigogliosa, misera e abbondante, dolce e amara, sacra e profana, generosa e avara, fragorosa e silenziosa, licenziosa e pudica, morigerata e corrotta, valorosa e vile, appariscente e misteriosa... erede di un intricato tessuto storico; dalle primitive popolazioni illiriche della civiltà della Magna Grecia, messapica e romana al cruento avvicendarsi delle dominazioni longobarda, saracena, bizantina, normanna, angioina, aragonese e borbonica. Il patrimonio culturale derivatone è quindi notevolmente ricco e diversificato, trovando espressione, ancora oggi, nell’arte spontanea o ufficiale del territorio.
Una terra che ha saputo accogliere, far propri e reintrepretare saperi e tradizioni venuti da altrove, a livello artistico e architettonico, ma anche culturale, musicale, gastronomico, “filosofico” e che oggi è a sua volta ambasciatrice nel mondo dell’arte della contaminazione creativa. Solo in Francia non si contano gli artisti, ma soprattutti i musicisti di origine pugliese che hanno saputo rinnovare la tradizione della “pizzica”, mischiandola a ritmi venuti da altrove e a trasmettere la “taranta” agli autocnoni, indipendentemente dalla loro età, sesso e religione. A queste migrazioni creative e in onore alla regione che forse più fa per la cultura musicale, Focus in dedica questo primo piano. E lo fa attraverso lo sguardo non di fotografi ma di musicisti pugliesi migrati in Francia, Giovanni e Francesco Semeraro (Télamuré), e Gianni Cudazzo, collaboratore regolare della rivista.

dossier a cura di Gianni Cudazzo.
Testi: Gianni Cudazzo e Patrizia Molteni.
Immagini Francesco e Giovanni Semeraro (Telamure), Gianni Cudazzo.

[Gli articoli di questo dossier:
Cartoline di Puglia Giovanni e Francesco Semeraro, Gianni Cudazzo
Nico Morelli, in-imitabile di Patrizia Molteni
Il potere della Taranta di Patrizia Molteni
Intervista ai Nidi d’Arac di Patrizia Molteni

Associazione culturale Localmentevents

domenica 29 settembre 2013, di Patrizia Molteni