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Riprendiamoci l’Europa

L’Italia è un paese con "squilibri macro-economici eccessivi", dixit a Bruxelles il Commissario agli Affari economici europei Olli Rehn “necessita riforme urgenti”. "Le nostre riforme in linea con le indicazioni, ora crescita e occupazione", replica stizzito il governo italiano. E così siamo stati retrocessi.

La banca d’investimento statunitense Goldman Sachs, tramite il suo capo economista Jan Hatzius che riesce a congratularsi con Spagna e Grecia per i progressi in corso, taccia l’Italia di rappresentare “un pericolo per l’economia europea”. Meno male che ha aggiunto di essere “ottimista” per lo stivale. In realtà il problema non sarebbero gli italiani ma la cronica instabilità politica. Noi ci siamo abituati ma gli altri sembrano restare perplessi. Semmai potremmo avere una reazione quanto mai puerile e ritorcergli che la multinazionale (sì, anche le banche lo sono) ha perso il 10% dei profitti nel primo trimestre di quest’anno, pari a due miliardi di dollari di utile. No! E’ puerile, ritiro…
L’ex presidente della BCE, Jean-Claude Trichet, ha dichiarato più in generale “Molti fattori suggeriscono che il 2014 sarà un anno più accidentato per l’Europa”. Oh! Ecco, non siamo soli.
L’elenco delle svariate dichiarazioni è tale che ne verrebbe un libro di citazioni economiche, o pseudo economiche, allarmiste o ottimistiche, serie o folcloristiche per non dire esilaranti.

Memoria storica

Vogliamo dire che Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Shuman auspicavano tutt’altra sorte al popolo europeo nel loro sogno di un’Europa unita? Vogliamo dire che ci troviamo a gestire o subire un’Europa costruita dal tetto prima che dalle fondamenta dove il principio di unità economica prevale su quello dell’unità politica. Perché l’Europa politica non esiste e se non esiste quest’unità non è possibile costruire l’unità economica. Sì, abbiamo una moneta unica che si sta prendendo tutte le colpe della profonda crisi nella quale stiamo ormai stagnando ma non è colpa dell’euro se la politica italiana è allo sbando come è allo sbando la politica di molti paesi europei.
Per una volta citiamo senza complessi un anglosassone: Wiston Churchill. Lo statista britannico fu tra i primi a lanciare l’idea degli Stati Uniti d’Europa dopo la seconda guerra mondiale e questo al fine di “debellare una volta per tutte i germi del nazionalismo e bellicismo europei”.
L’unica strada che vedo per rimetterci sul binario giusto è quello di riprendere il filo della costruzione europea, nella logica del bene dei popoli.
Churchill fu lungimirante, peccato che i politici attuali non lo siano per nulla. Ed è ancor più grave perché l’Unione europea è formalmente nata nel 1957 con la firma del Trattato di Roma. Ossia solo 57 anni fa, non ai tempi dei merovingi.
L’ignoranza, proprio intesa come non conoscenza, del percorso storico dell’Unione europea è la grande pecca dei politici e degli economisti odierni che applicando ferree regole finanziarie e commerciali hanno dimenticato come funziona la crescita. L’unica cosa cresciuta è il numero di acronimi che vanno ad indicare tasse, imposte, interessi e quant’altro possa essere utile a colmare gli incoscienti debiti pubblici creati dai successivi governi di diverse nazioni mettendo sotto pressione i cittadini.

Riprendiamoci l’Europa!

Dovrebbe essere lo slogan degli europei che stanno scivolando verso l’euroscetticismo. Un euroscetticismo che avanza come un’ombra minacciosa in un’Europa che di socialdemocratico non ha pressoché più nulla perché i signori governanti hanno dimenticato che con la loro corruzione, con il loro desiderio di potere e di sedie nei vari parlamenti, con i loro interessi personali, hanno portato a fondo le economie di tante nazioni che avevano tutto per mantenere una velocità di crociera dopo il boom economico.
Riprendiamoci l’Europa per vivere serenamente. Abbiamo le schede elettorali. Sono l’arma cittadina. L’abbiamo per le elezioni europee ma anche e soprattutto per quelle nazionali perché, visto che non si è ancora riusciti a costruire l’Europa politica, sono i nostri politici che vanno a rappresentarci a Bruxelles.
Dove c’è crisi crescono gli estremismi, possibile che questo concetto debba essere ancora ricordato? Italia, Grecia, Spagna, Francia, Ungheria…vedono crescere i peggiori propositi populisti che trovano terreno fertile.
Allora che i vari governanti vadano a rileggersi certi passaggi del Trattato di Roma.

Sinistra batti un colpo

L’Italia, con il suo know-how e la sua rete di piccole e medie aziende poteva farcela benissimo e se si liberasse il paese dalla morsa che lo avvinghia ce la farebbe di nuovo. No, il 2013 ha visto un’impennata dei suicidi e la metà erano imprenditori. Suicidi economici nel 2013? Possibile? Eccome poiché quando si comincia a scivolare non si vede il fondo, anzi è lo Stato stesso a creare i poveri.
Renzi di sinistra? Renzi per il popolo? Vuole davvero tirar su l’economia italiana con 80 euro in più in busta paga a chi guadagna tra gli 8.000 e i 24.000 euro lordi l’anno? E chi ne guadagna meno di 8.000? I cosiddetti incapienti? E i pensionati? La pensione minima in Italia è di 495,43 euro, no pardon, di 501,38 euro perché quest’anno l’incremento è dell’1,2% e mica tutto in una volta, ma con un progressivo mensile di 5,94 euro. Le pensioni da 600/700 euro sono già considerate “normali”. Ah, già, dimenticavo che a Renzi i pensionati non interessano perché “non producono”. Vergogna è il solo commento possibile.
Gli interessano così poco i piccoli pensionati che dimentica che tocca sempre di più ai figli aiutare i genitori solo che se i figli sono disoccupati la fine del mese diventa tragica.

Anche la Francia piange

Giro di poltrone e Manuel Valls è riuscito ad ottenere il posto di Primo Ministro. Benissimo, forse sta andando al suicidio politico e non alla Presidenza, che probabilmente spera, decantando come sue le nuove misure economiche per risparmiare 50 miliardi. Congelati sussidi e pensioni fino a fine 2015, complimenti, è sicuramente un grande passo avanti economico. Visti gli aumenti non sembra neanche un sacrificio ma a chi giova tutta questa austerity che viene imposta ovunque? Solo all’estrema destra. Elezioni municipali francesi docent. Qualcuno si è accorto delle manifestazioni sempre più violente in Grecia e Spagna? Qualcuno si è accorto che il 14 novembre scorso che stato uno “sciopero generale transnazionale”? Magari una ripetizione, tanto per far sentire ai vari governi che la gente c’è e che la voce per gridare ce l’ha ancora anche con le tasche vuote potrebbe rimetterci un po’ in carreggiata.

martedì 6 maggio 2014, di Luisa Pace