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Rivolte inestirpabili

di Erri De Luca e Danilo De Marco - Forum – 14,50€

Un friulano, Danilo De Marco, e un napoletano, Erri De Luca. Si incontrano a Sarajevo, si riconoscono in quella generazione che si è sempre impegnata (e per fortuna continua a farlo) nelle battaglie politiche del terzo e del quarto mondo, che si è sempre schierata dalla parte dei vinti, che poi vinti non sono. Le foto di Danilo non sono foto, scrive De Luca, “è un giornalista speciale perché non l’ha inviato nessuno, nessuno lo spedisce, nessuno lo prega di recarsi, ci va da solo, si invia da sé. Va nei posti con un solo biglietto di andata, fa amicizia, perlustra […]”. Ne riporta immagini che sono già storie, un viso che è “la foto segnaletica del 1900” (quello di un partigiano del Friuli), il pugno chiuso e alzato di bambini, ragazze e donne, nella fierezza e nella tenerezza di gesti e corpi di altre culture. Storie che, nelle parole di Erri De Luca diventano epopee e in cui sono rappresentati i più grandi drammi di questo secolo : immigrati, rom, sans-papier, profughi, rifugiati e rifiutati, concentrati, espulsi.
“Soggette al ricatto assoluto della sopravvivenza, queste persone improvvisamente trovano lo spunto per unirsi in maniera orizzontale. Per opporsi, mettersi in urto, chiedere qualcosa che può migliorare la loro vita. [...] Per questo le rivolte sono inestirpabili”. Il libro è un invito a guardare in viso anche loro, occhi negli occhi, e ad ascoltare.
L’intreccio tra le parole dello scrittore e le immagini del fotografo ci richiama una verità primitiva : a tutte le persone è dato lo straordinario potere di dire di no, anche nei contesti più terribili ; e proprio questa è la discriminante che conta, se si vuole restare persone umane, la scelta fra l’essere liberi o servi.

dimanche 2 janvier 2011