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Sardegna sconvolta dal ciclone Cleopatra

Lutto e polemiche, dolore e rabbia, dopo il ciclone Cleopatra che ha sconvolto la Sardegna, con un bilancio di 16 vittime, mille sfollati e ingentissimi danni economici. Immediata la solidarietà dei sardi che sono accorsi da tutta l’isola per dare una mano a riportare le città colpite a una semi normalità anche se i danni sono stimati per ora a 1 miliardo di euro.

Dolore e solidarietà quindi ma non rassegnazione. Alcune voci infatti hanno già cominciato a mettere in dubbio la fatalità della catastrofe. Certo la pioggia che è caduta in sole 24 ore è pari al quantitativo che cade sull’isola in 6 mesi, ma si è sempre saputo che il terreno è a rischio idrogeologico. Lo stesso vescovo Giuseppe Sanguinetti, celebrando i funerali, ha fatto notare come queste vittime non siano dovute solo al caso o a un destino imponderabile. “Da quello che è successo non è estranea la mano dell’uomo. Ci sarebbero stati esiti meno devastanti se avessimo imparato a rispettare i ritmi del creato. Per tutti è il momento di un rispettoso silenzio e di riflessione”, ha detto. Servono le opere infrastrutturali per la raccolta e la regimazione delle acque in una situazione in cui nell’82% dei comuni italiani sono presenti aree a rischio idrogeologico per frane e/o alluvioni. La dimensione del rischio è ovunque preoccupante, con una superficie delle aree ad alta criticità geologica che si estende per 29.517 chilometri quadrati pari al 9,8% del territorio nazionale con il risultato che in Italia quindi, oltre 5 milioni di cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane e alluvioni. Per quanto riguarda la Sardegna, si parla dell’81% dei Comuni (306 amministrazioni) a rischio, per 614 chilometri quadrati soggetti a frane ed esondazioni.
Rispetto e riflessione, come ha detto il vescovo, perché una volta per tutte si pensi al territorio prima di pensare al profitto e non si sia costretti a piangere i morti, ma anche la solidarietà che da sempre distingue gli italiani in caso di necessità.
Da segnalare, per solidarietà isolana e dirimpettaia, le iniziative in Corsica, che dista soli 12 chilometri dalla Sardegna e che ha raccolto e spedito generi di prima necessità.
Anche le associazioni sarde in Francia, S’isula sarda in primis, si stanno organizzando per almeno una serata/giornata di raccolta fondi.
Il consiglio è di sorvegliare il blog http://casasardegna.canalblog.com che pubblica le informazioni sulle diverse forme di solidarietà (così come questa rubrica di Focus in).
Sempre per il momento, segnaliamo l’iniziativa di “Sardegna solidale”, il Cento di Servizio per il volontariato in Sardegna, in sinergia con LIBERA Associazioni nomi e numeri contro le mafie e con il Co.Ge. Sardegna, lancia una raccolta fondi per le vittime di Cleopatra. Il presidente, Giampiero Farru, afferma: “Come Centro di servizio per il volontariato in Sardegna ci sentiamo particolarmente vicini agli abitanti delle aree colpite dall’alluvione, ai quali esprimiamo il nostro cordoglio per le perdite subite e ai quali vogliamo esprimere la nostra fattiva solidarietà. E’ per questo che abbiamo aperto un conto corrente per la raccolta di fondi da destinare, in coordinamento con le amministrazioni delle città e dei paesi coinvolti, alle comunità maggiormente colpite.”
L’iniziativa è condivisa da LIBERA Associazioni nomi e numeri contro le mafie e sostenuta dal Co.Ge. Sardegna.

Ecco come fare:
Emergenza Sardegna 2013
IBAN: IT45 L033 5901 6001 0000 0078 039

venerdì 6 dicembre 2013